“Contro un sistema che uccide sul lavoro, per Bole e per tutti e tutte” è il titolo della manifestazione chiamata dall’Unione Sindacale di Base per martedì 10 febbraio. Una mobilitazione a cui hanno aderito diverse realtà e che parte da un dato: nel 2025 le vittime sul lavoro sono state 1450, e solo nel gennaio di quest’anno gli incidenti mortali sono stati 86, tra i quali figura il nome di Andrea “Bole” Bolelli, redattore di Radio Città Fujiko e attivista di USB, scomparso tragicamente a 39 anni durante una consegna merci tra Altedo e Bologna Interporto.

Morti su lavoro: Usb ricorda anche Bole

La giornata di mobilitazione è dedicata a lui: il 10 febbraio sarebbe stato il giorno del suo quarantesimo compleanno, sarà invece un momento di dolore e rabbia collettiva, per rivendicare il diritto a dei luoghi di lavoro sicuri.
L’Emilia-Romagna risulta essere una delle prime regioni italiane per numero di vittime: è stata infatti teatro di stragi come quella centrale idroelettrica di Bargi, sul lago di Suviana, e l’esplosione alla Toyota di Borgo Panigale.

Tra i numeri degli incidenti, Usb ricorda anche quelli avvenuti durante le ore di alternanza scuola-lavoro, che sono stati circa 2000 di cui 8 mortali: «C’è un filo rosso di tragedie che collega il mondo della formazione con il mondo del lavoro – ha detto Federico Serra di Usb ai nostri microfoni – Da anni assieme alle realtà studentesche ci opponiamo al modello di alternanza scuola-lavoro che ha prodotto delle morti, ma produce anche una cultura del lavoro gratuito e dello sfruttamento che si è inserito e sta permeando le scuole e le università coi tirocini. C’è un modello formativo che asseconda un modello di sviluppo fatto di lavoro gratuito e senza sicurezza, di lavoro esclusivamente al servizio del profitto e del privato».

Come scrive il sindacato nel comunicato, si tratta di «una strage continua strettamente connessa con il modello di sviluppo e di organizzazione del lavoro, l’aumento dello sfruttamento e dei ritmi di lavoro, la riduzione delle pause, l’allungamento della giornata lavorativa, la diffusione del lavoro irregolare, l’abuso del lavoro in appalto e in subappalto, l’accresciuto potere di ricatto esercitato dalle aziende».
Il concentramento della manifestazione sarà alle ore 18.00 in piazza del Nettuno, a cui seguirà un corteo che attraverserà le strade della città fino alla Bolognina.

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