Il Teatro EuropAuditorium di Bologna presenta la stagione 2026-2027, il cinquantesimo cartellone della sua storia, confermando la propria identità di teatro dei grandi eventi e punto di riferimento regionale per musical, concerti, comicità e spettacoli di divulgazione. La nuova stagione arriva dopo un’annata particolarmente positiva, chiusa con quasi 100 mila spettatori, 42 titoli in cartellone, 67 serate di spettacolo e un tasso medio di occupazione della sala dell’86%. Il traguardo dei cinquant’anni coincide anche con una fase di trasformazione. Nel 2025 BolognaFiere è entrata nella compagine societaria di December Sevens Duemila, la realtà che cura la programmazione del teatro, con l’obiettivo di sviluppare ulteriormente il settore dell’intrattenimento dal vivo all’interno del quartiere fieristico. Un percorso che punta a rafforzare il ruolo dell’EuropAuditorium come luogo aperto alla città e capace di dialogare con pubblici diversi. «Lo facciamo forti dei centomila spettatori della passata stagione e del nostro segno distintivo: qualità della proposta artistica e unicità delle produzioni ospitate», ha spiegato il direttore artistico Filippo Vernassa durante la presentazione del cartellone. A confermare il peso culturale della struttura sono anche i numeri ricordati dal presidente di BolognaFiere Gianpiero Calzolari: sommando le presenze dell’EuropAuditorium e del Teatro Celebrazioni si superano infatti i 240 mila spettatori annui, una realtà che rappresenta uno dei principali poli culturali dell’area metropolitana.

Il musical resta il marchio di fabbrica del Teatro EuropAuditorium

Se c’è un elemento che identifica da sempre il Teatro EuropAuditorium, questo è il musical, come puntualizzato da Filippo Vernassa nella breve intervista che potete ascoltare più sotto. Non a caso il cinquantesimo anniversario del teatro coincide con il ritorno di uno spettacolo simbolo come Aggiungi un posto a tavola, la commedia musicale di Garinei e Giovannini che negli anni Settanta contribuì a costruire il legame tra il pubblico bolognese e questo genere teatrale. Dall’8 al 10 gennaio saliranno sul palco Giovanni Scifoni nel ruolo di Don Silvestro e Lorella Cuccarini in quello di Consolazione, in un allestimento che mantiene intatto lo spirito originale dello spettacolo.

Accanto a questo grande classico, la stagione propone tre produzioni che testimoniano la vitalità e l’evoluzione del musical contemporaneo. La prima è Gloria il musical, in programma dal 22 24 gennaio, costruito attorno a ventuno successi di Umberto Tozzi, che ne firma anche la direzione musicale. Protagonista sarà Valeria Mancini, scelta al termine di una selezione che ha coinvolto oltre mille candidati. Al centro della vicenda c’è Gloria, una giovane donna che sogna di trasformare la propria passione per la musica in una professione, entrando in conflitto con le aspettative della famiglia. Una storia di crescita e autodeterminazione che, attraverso canzoni entrate nell’immaginario collettivo, punta anche a conquistare il pubblico internazionale. Abbiamo scambiato due parole con Laura Ruocco, attrice e coreografa.

ASCOLTA L’INTERVISTA A LAURA RUOCCO:

A marzo arriverà invece Amélie – Il Musical, adattamento teatrale del celebre film francese che ha segnato un’intera generazione. Nel ruolo della protagonista ci sarà Giulia Ottonello. Come ha spiegato il regista Eugenio Contenti, lo spettacolo conserva l’atmosfera poetica e immaginifica della pellicola originale, trasformandola in un racconto teatrale capace di parlare al presente attraverso temi come la gentilezza, la semplicità e la capacità di meravigliarsi delle piccole cose.

ASCOLTA L’INTERVISTA A EUGENIO CONTENTI:

Completa il percorso Frida Opera Musical, in scena ad aprile. Lo spettacolo ripercorre la vita di Frida Kahlo attraverso un linguaggio che intreccia musica, arte e teatro, raccontando il dolore, la passione, l’impegno politico e la straordinaria forza creativa dell’artista messicana. Una produzione dal forte impatto visivo ed emotivo che conferma la volontà dell’EuropAuditorium di affiancare ai grandi classici nuove proposte capaci di dialogare con pubblici diversi.

I concerti tra cantautorato e grandi produzioni

Ad aprire il cartellone, il 18 ottobre, sarà Sal Da Vinci, artista capace di muoversi tra tradizione melodica e sensibilità contemporanea. Il giorno successivo arriverà Brunori Sas con Tuttobrunori, canzoni e monologhi, uno spettacolo che fonde musica, narrazione, riflessioni personali e ironia, confermando la sua capacità di raccontare il presente attraverso una forma espressiva che supera i confini del concerto tradizionale. Il 21 ottobre sarà la volta di Fiorella Mannoia, impegnata in un omaggio a Fabrizio De André e Ivano Fossati nel trentennale di Anime Salve, considerato uno dei lavori più importanti della canzone d’autore italiana. Due giorni dopo l’EuropAuditorium ospiterà invece il tributo sinfonico alle musiche di Hans Zimmer eseguito dall’Ensemble Symphony Orchestra diretta da Giacomo Loprieno, un viaggio attraverso le colonne sonore che hanno segnato il cinema degli ultimi decenni, da Il Re Leone a Interstellar, da Il Gladiatore a Pirati dei Caraibi. Nel mese di novembre il teatro accoglierà Francesco Renga, che torna alla dimensione raccolta dei teatri per ripercorrere le tappe più significative della propria carriera, e Mr. Rain, protagonista di un progetto pensato per valorizzare il lato più intimo ed emozionale del suo repertorio. A seguire arriverà Francesca Michielin, con uno spettacolo costruito come un percorso in quattro atti tra esperienze personali, crescita artistica e riflessioni sul futuro.

Tra gli appuntamenti più attesi figurano anche le due date di Coez, che porterà a Bologna il progetto From The Rooftop, nato come rilettura essenziale e acustica delle proprie canzoni, e il concerto di Arisa, artista che negli anni ha saputo costruire un percorso personale capace di coniugare ricerca interpretativa e grande popolarità. A chiudere idealmente questo itinerario musicale sarà, il primo febbraio, Una storia unica, spettacolo che riunisce tre nomi storici del rock progressivo italiano — Banco del Mutuo Soccorso, Le Orme e Of New Trolls — in un progetto che celebra una delle stagioni più creative della musica italiana.

Il teatro della parola e dell’attualità

Spazio significativo anche per il teatro di parola, per la divulgazione e per il racconto della contemporaneità. Un filone che negli ultimi anni ha saputo conquistare un pubblico trasversale, dimostrando come il teatro possa essere anche luogo di approfondimento, riflessione e confronto. Tra gli appuntamenti più attesi figura il ritorno di Corrado Augias con Il mio Novecento, spettacolo nel quale il giornalista e scrittore intreccia memoria personale e grandi eventi del secolo scorso. Attraverso guerre, trasformazioni sociali, conquiste e contraddizioni, Augias costruisce un racconto che unisce esperienza individuale e storia collettiva, accompagnato dalle esecuzioni musicali del soprano Luciana Di Bella e del pianista Massimiliano Pace. Torna poi Pablo Trincia, protagonista di uno dei maggiori successi della scorsa stagione. Dopo i quattro sold out registrati al TEA, il giornalista porterà nuovamente sul palco L’Uomo Sbagliato, un’inchiesta dal vivo dedicata a uno dei più clamorosi casi di malagiustizia della cronaca italiana. Una formula che trasforma il giornalismo investigativo in esperienza teatrale e che negli ultimi anni ha contribuito a ridefinire i confini tra informazione e spettacolo.

Lo stesso desiderio di affrontare temi che riguardano la vita quotidiana emerge negli incontri-spettacolo di Paolo Crepet e Osvaldo Poli. Il primo proporrà una riflessione dedicata alla ricerca dell’equilibrio personale e alla necessità di recuperare spazi di autenticità in una società sempre più veloce e frammentata. Il secondo affronterà invece il tema della genitorialità contemporanea, invitando a superare il mito del genitore perfetto per recuperare una dimensione più umana e consapevole del rapporto educativo. Tra le proposte più originali della stagione trova spazio anche Din Don Down – Alla ricerca di Dory, progetto guidato da Paolo Ruffini insieme alla compagnia Mayor Von Frinzius, realtà artistica che da anni lavora sull’inclusione attraverso il teatro coinvolgendo attori con e senza disabilità. Uno spettacolo che unisce comicità, emozione e impegno sociale, confermando la capacità del palcoscenico di diventare strumento di incontro e partecipazione.Poi ricordiamo – tra gli altri – Nino Frassica, Virginia Raffaele, Arturo Brachetti, Alessandro Siani e Luca Ravenna.

ASCOLTA L’INTERVISTA AL DIRETTORE ARTISTICO FILIPPO VERNASSA: