Fino al 10 maggio è possibile visitare a Pisa “Il ruggito dell’anima”, una mostra su Antonio Ligabue, tra i principali protagonisti dell’Espressionismo europeo. L’esposizione si tiene agli Arsenali Repubblicani ed è prodotta dalla Fondazione Augusto Agosta Tota per Antonio Ligabue, in collaborazione con Beside Arts e ARTIKA.

Antonio Ligabue, le sue opere come specchio del dolore

La mostra ripercorre le tappe fondamentali della vita artistica di Ligabue, attraverso oltre 80 opere, tra cui i famosi dipinti di animali feroci come tigri, leopardi e leoni i suoi autoritratti. In questi si ritrae con occhi scavati e segni di malessere fisico e ferite che spesso si infliggeva.

La pittura di Ligabue è caratterizzata da un uso audace del colore, quasi violento, che dà vita a opere emotivamente intense.
L’arte ha rappresentato per lui un modo per affrontare le difficoltà della vita, rappresentata come la giungla in cui si trovano gli animali da lui dipinti. Tormentato da forti disagi psichici e ricoverato più volte, l’artista ha condotto una vita ai margini della società, che lo considerava un “matto”.

«Una mostra che rende possibile raccontare la forza di quest’artista, la sua urgenza espressiva e la sua appartenenza, spesso non riconosciuta a sufficienza, a uno dei movimenti fondamentali dell’arte europea del Novecento: l’Espressionismo – afferma Mario Alessandro Fiori, segretario generale della Fondazione –
Ligabue è stato, a pieno titolo, il nostro espressionista. Le sue opere, con quei volti distorti dal dolore, gli animali feroci carichi di tensione vitale, le nature selvagge e visionarie, parlano la stessa lingua di Edvard Munch e Egon Schiele. Come Van Gogh, anche Ligabue dipingeva con la forza del sentimento, scavando dentro la materia pittorica per restituire emozioni viscerali