Il 16 e 17 gennaio, all’Arena del Sole di Bologna arriva Atomica, della compagnia Muta Imago. Lo spettacolo prende spunto dal carteggio tra il filosofo Günther Anders e Claude Eatherly, il pilota del B29 di ricognizione che diede il via libera allo sgancio della bomba atomica su Hiroshima. Da questo scambio epistolare prende forma un lavoro che mette al centro una questione morale: come si distribuisce la responsabilità individuale quando l’azione umana assume una dimensione collettiva, tecnica, irreversibile.
Il carteggio tra Günther Anders e Claude Eatherly diventa materia teatrale
In scena, Alessandro Berti e Gabriele Portoghese condividono uno spazio essenziale, che non ricostruisce luoghi né epoche, ma diventa il punto di contatto tra due vite lontane, nello spazio come nella condizione quotidiana. Anders è nella sua stanza di Vienna, immerso nella sua vita di pensatore solitario; Eatherly si trova rinchiuso in un ospedale psichiatrico militare in Texas, dopo tentativi di suicidio e piccoli crimini, e col peso costante di una colpa che nessuna medaglia ha saputo cancellare.
Eatherly è infatti l’uomo che non ha retto al paradosso di essere responsabile di qualcosa di immenso senza averlo materialmente visto. Anders, che su quel paradosso ha costruito una parte decisiva della sua filosofia, riconosce in lui l’incarnazione tragica di un’umanità che produce più di quanto riesca a immaginare. La distanza tra ciò che facciamo e ciò che siamo capaci di pensare – quella che Anders chiama “dislivello prometeico” – diventa materia teatrale, vibrazione fisica tra i corpi degli attori e nello spazio sonoro. Accolto come eroe al ritorno dalla missione su Hiroshima, Eatherly non riuscirà mai a liberarsi dal senso di colpa per una strage incancellabile. Cerca allora, quasi ossessivamente, un modo per rendersi colpevole agli occhi della società: compie rapine inutili, abbandona la famiglia, tenta il suicidio. Finisce così rinchiuso a tempo indeterminato nell’ospedale psichiatrico militare di Waco, in Texas, in una condizione senza prospettive. Un giorno d’estate del 1959 riceve una lettera da Günther Anders.
Dopo l’accaduto, il tempo della responsabilità
Da quel momento prende avvio un carteggio segnato da una profonda tenerezza e da una riflessione condivisa sulla foga autodistruttiva del mondo moderno. Atomica non è uno spettacolo “sulla bomba”, ma sul dopo. Sul tempo lungo della colpa, sul modo in cui un evento collettivo si deposita nella vita di un singolo individuo fino a spezzarla. E, insieme, sul tentativo disperato – e profondamente umano – di trasformare quella colpa in responsabilità condivisa, in parola che chiede ascolto. Le lettere tra Anders ed Eatherly sono atti di fraternità intensa e fragile, tentativi di salvezza che passano attraverso il pensiero, l’affetto, l’immaginazione politica. Il lavoro di Claudia Sorace alla regia e di Riccardo Fazi alla drammaturgia e al suono costruisce una partitura capace di tenere insieme filosofia e carne, astrazione e biografia. Lo spettatore è chiamato a interrogare il proprio tempo e le inquietanti similitudini col nostro presente in cui la corsa al riarmo, la delega tecnologica e la rimozione della responsabilità sembrano tornare a bussare alle nostre finestre. Non è uno spettacolo consolatorio, né didattico. Ricorda che il problema non è solo ciò che l’essere umano è capace di distruggere, ma ciò che rischia di non sentire più. E che il teatro, quando funziona davvero, serve ancora a questo: a rimettere in circolo le domande che la Storia preferirebbe archiviare.
Per ulteriori dettagli rimandiamo al sito dell’Arena del Sole.
Gli orari sono: venerdì 16 alle ore 21 e sabato 17 alle ore 19. La biglietteria è aperta dal martedì al sabato dalle ore 11 alle 14 e dalle 16.30 alle 19. Tel. 051 2910910 – biglietteria@arenadelsole.it | bologna.emiliaromagnateatro.com







