313.968 euro pubblici, di cui 291.021 per una nuova chiesa, regalati dal Comune alla Curia. L’Uaar denuncia lo scandalo degli oneri di urbanizzazione pro-culto a Bologna e chiede ai Consiglieri comunali di azzerare il finanziamento. “Oltre 1200 gli immobili proprietà della Curia, mentre le scuole cadono a pezzi”.

Bilancio Comunale: la denuncia dell’UAAR

“Le scuole pubbliche cadono a pezzi, i tagli al bilancio pesano sulle spalle di contribuenti sempre più provati, ma il Comune di Bologna costruisce chiese”. È lo scandalo sollevato dal Circolo Uaar (Unione Atei e Agnostici Razionalisti) di Bologna nei confronti di Palazzo D’Accursio e della sua scelta di finanziare l’edilizia di culto cattolica.
In seguito ad un accesso agli atti, l’associazione è venuta a sapere che il Comune ha destinato 313.968 euro degli oneri di urbanizzazione secondaria introitati nel 2011 alla Curia, 291.021 euro dei quali versati a favore della nuova chiesa del Corpus Domini, in via Enriquez 56.

“I motivi per essere contrari – spiega ai nostri microfoni Roberto Grendene dell’Uaar di Bologna – sono molteplici: uno di principio, secondo cui è giusto che le chiese che diventano di proprietà della Curia siano realizzate a proprie spese e non con i soldi della collettività. Inoltre, con tutte le difficoltà di bilancio, il Comune destina ingenti somme a chi è già proprietario di oltre 1200 immobili, invece che investire quelle risorse nelle scuole pubbliche, che spesso cadono a pezzi”.

Grendene ricorda non c’è alcuna legge che obbliga l’Amministrazione a versare quei contributi alla Chiesa e si appella ai consiglieri comunali per azzerare il finanziamento.
“Abbiamo scritto a tutti i consiglieri – spiega l’attivista – perché la percentuale 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria destinata ai luoghi di culto può essere modificata ed azzerata con una mozione del Consiglio comunale”.

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