Questa settimana due interviste su “Genuino clandestino” e “Raunch girl”. Venerdì 15 luglio dalle 19.

Si terrà stasera al centro Montanari di via Saliceto 3/2, la proiezione di Genuino Clandestino, documentario realizzato dalla casa di produzione campana Insu tv.

Nei 70 minuti della pellicola si raccontano i movimenti di quei contadini che stanno “combattendo” affinché venga riconosciuto il diritto dei piccoli agricoltori, di vendere liberamente i prodotti- frutto della loro terra, contro le leggi cucite su misura della grande distribuzione. Genuino clandestino, infatti, ancor prima di diventare il titolo di questa pellicola, è il nome della reta creata da uomini e donne impegnati nel riconoscimento dei loro diritti. Il documentario è stato prodotto con il sistema delle Produzioni dal Basso, metodo con cui sono gli stessi cittadini a diventare co-produttori del film, attraverso il raccoglimento di sottoscrizioni necessarie alla realizzazione del lavoro stesso. A caratterizzare questo film vi è anche il fatto che, Nicola Angrisano, il regista, è solo un nome di finzione che rappresenta il colettivo di mediattivisti che nel 2004 hanno costituito Insu tv, un’emittente di riferimento per l’informazione non istituzionale. L’intervista su Genuino Clandestino è stata l’occasione per parlare, oltre che del documentario stesso, anche dei più tristemente celebri fatti che nel 2010 svelarono le disumane condizioni dei ragazzi immigrati in Italia e impiegati nella raccolta delle arance a Rosarno.

Betty & Book, il particolarissimo negozio di via Rialto, è stato teatro della seconda proiezione bolognese di Raunch Girl, documentario con la regia di Giangiacomo De Stefano. Clara, ventenne milanese, è la protagonista di questa pellicola decisa a creare un sito di porno indipendente chiamato Naked Army. Un modo veloce per apparire, cominciato quando, minorenne, Clara iniziò a inviare le sue foto sexy a siti americani. Talmente facile da realizzare che la ragazza si domanda, nel documentario, perché non ci provino tutti. Le possibilità offerte dalle nuove tecnologie sono inevitabilmente il mezzo attraverso cui, il mondo delle sick girl e suicide girl, le ragazze hanno la possibilità di esistere e di diffondere la loro “professione”. L’impresa commerciale di Clara sembra però scomparire rispetto al forte desiderio della ragazza di avere i suoi quindici minuti di celebrità. Trovo che il documentario traduca pienamente l’incapacità di tradurre in pratica un’idea che, mancando di fondamenta solide, diventa una mera imitazione di progetti equivalenti ma più solidi. Un marito sposato a Las Vegas fa da sfondo a questa storia che racconta il mondo delle giovani dagli atteggiamenti sessualmente ostentati, in inglese Raunch Girl.

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