Dall’inizio del 2026 circa cinquanta autisti hanno lasciato Autolinee Toscana nell’area fiorentina, tra servizio urbano ed extraurbano: quasi uno a settimana, pari al 5% dei circa mille conducenti.
Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Autoferrotranvieri denunciano una situazione lavorativa insostenibile, tra aggressioni, stress, tensioni coi passeggeri e stipendi iniziali di circa 1500 euro al mese, ormai insufficienti per il costo della vita in città.

Tra i conducenti pesano carovita e stress: le richieste dei sindacati a Comune e Regione

Tra le richieste dei sindacati a Comune e Regione, che al momento non hanno ancora dato risposta, figurano tempi di percorrenza realistici, interventi per garantire la disponibilità dei capolinea, il ripristino delle corsie preferenziali e l’ausiliaria alla sosta, per dare man forte alla regolarità del traffico: queste soluzioni aiuterebbero a evitare ritardi e a prevenire eventuali aggressioni, verbali o fisiche.
«A livello nazionale il nostro contratto è stato rinnovato di recente, ma con degli aumenti esigui, per cui questo si ripercuote a macchia anche sui territori – ha detto ai nostri microfoni Riccardo Tozzi, coordinatore area metropolitana per la Filt Cgil di Firenze – a Firenze il carovita è alto, per cui rimanere in città è molto difficile. Parecchi lavoratori vengono da fuori provincia e da fuori regione, e si trovano a dover cercare delle soluzioni parecchio dispendiose, per cui se trovano un’opportunità più vantaggiosa o più vicina a casa queste persone logicamente si licenziano».

Per il momento le uscite vengono compensate con nuove assunzioni e, dove necessario, straordinari, ma trovare dei sostituti rimane difficile.
At afferma che la ricerca di personale prosegue: negli ultimi anni sono stati assunti 1500 conducenti, di cui 800 formati attraverso la propria accademia, con un investimento medio di 12mila euro a persona.
«Spesso e volentieri le risposte da parte delle istituzioni o latitavano oppure non sono mai arrivate – conclude Tozzi – noi non chiediamo né la luna né privilegi, noi chiediamo di lavorare nella maniera più decorosa possibile».

ASCOLTA L’INTERVISTA A RICCARDO TOZZI: