Dopo l’approvazione di una mozione in Consiglio comunale lo scorso 4 febbraio, Firenze diventa la prima città italiana a vietare pubblicità di prodotti che derivano da combustibili fossili. Il provvedimento, sostenuto da una larga maggioranza, riguarda le inserzioni di prodotti e servizi ad alto impatto ambientale, come compagnie petrolifere, crociere, aerei e grandi automobili. Il divieto, inizialmente, sarà applicato presumibilmente negli spazi urbani più frequentati e nelle fermate dei mezzi pubblici.

Il divieto di pubblicizzare i combustibili fossili: la mozione di Firenze

L’anno scorso era stata presentata a Genova una proposta analoga, non andata a buon fine. Con l’approvazione di questa mozione, Firenze si affianca ad altre città europee che hanno già attuato politiche simili e le prende come modello, tra cui Amsterdam e l’Aia.
Già nel 2024 il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres, in un discorso, aveva affrontato il tema del greenwashing tramite campagne pubblicitarie da parte delle aziende produttrici di combustibili fossili. Guteress ha quindi lanciato un appello in cui invita i Paesi a vietare le pubblicità di prodotti derivati da fonti fossili, cosa che peraltro avviene già per vari prodotti dannosi per la salute come il tabacco.

Questo provvedimento rappresenta anche una «svolta culturale necessaria per accompagnare la transizione ecologica» spiega ai nostri microfoni Giovanni Graziani, consigliere comunale per la lista AVS-Ecoló. Quando si parla di transizione ecologica uno degli obiettivi da raggiungere è proprio quello di intervenire nell’immaginario collettivo, riducendo l’esposizione quotidiana a contenuti che diffondono messaggi in contrasto con la tutela dell’ambiente. «Siamo un bersaglio continuo di pubblicità legate a cose che ci fanno male».
Ora che la mozione è stata approvata si passa alla parte esecutiva dell’iter, per rendere il provvedimento operativo. L’amministrazione comunale, ci spiega Graziani, deve cercare di stabilire dei criteri che permettano di adottare i primi divieti. Non si tratta di procedure semplici, ma quello ottenuto da Firenze è senza dubbio un risultato storico nel contesto della lotta climatica.

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