Fa discutere, a Casalecchio di Reno, il progetto urbanistico che prevederebbe la costruzione di un complesso di 250 alloggi nell’area dell’ex Sapaba, in prossimità del fiume Reno.
Il progetto risale a diversi anni fa e interessa l’area di un’ex cava, una zona molto a rischio di esondazioni, tema diventato molto sensibile in Emilia-Romagna dopo le alluvioni del 2023 e del 2024.
L’operazione è finita anche nell’aula dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna grazie ad interrogazioni e interpellanze della destra. Dopo le alluvioni, del resto, è la stessa Regione Emilia-Romagna ad aver inserito nel piano elaborato con la struttura commissariale la questione delle urbanizzazioni nelle zone ad alto rischio esondazione, prevedendo anche lo strumento delle delocalizzazioni.

Il progetto urbanistico nell’ex cava Sapaba a Casalecchio, troppo vicino al fiume

L’intervento di Casalecchio, in particolare, potrebbe essere in contraddizione con la variante del piano stralcio per l’assetto idrogeologico, adottato dalla Regione per rivedere la pianificazione urbana nelle zone considerate a rischio. Il Comune di Casalecchio di Reno ha affermato di stare aspettando il parere dalla Regione.
«Non ci sarebbe bisogno di aspettare il parere della Regione, perché anche i Comuni sanno che costruire in quelle zone è pericoloso – afferma ai nostri microfoni Danny Labriola, portavoce provinciale dei Verdi – Quel progetto urbanistico, tra l’altro, è uno dei motivi che ci ha portati a presentarci in alternativa alle elezioni di Casalecchio».

Per l’esponente dei Verdi, oltre ai rischi connessi ai fiumi in epoca di crisi climatica, c’è lo stesso tema del consumo di suolo. «Dobbiamo smettere di urbanizzare, consumare suolo e devastare il territorio – osserva Labriola – È una questioni di salute e di ambiente che purtroppo né il centrodestra né il centrosinistra comprendono».
A Casalecchio, infatti, sembra essere la destra a vestire i panni ecologisti. Fratelli d’Italia ha ribadito il rischio di costruire in una zona sensibile come quella dell’ex Sapaba.
Per contro, la sottosegretaria regionale Manuela Rontini ha chiarito che «la conciliazione tra le previsioni del progetto di variante adottato e la deliberazione della giunta comunale di Casalecchio di Reno avverrà nel rispetto della normativa vigente sul procedimento e del principio di coordinamento degli strumenti nell’ambito della conferenza dei servizi convocata dal Comune».

Dal punto di vista procedurale, in particolare, secondo la Regione occorrerà che il Comune consideri l’aggiornamento delle linee di assetto delineate, per quanto non definitivamente approvate, l’applicazione delle misure di salvaguardia e la verifica di compatibilità idraulica nonché degli indirizzi urbanistici.

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