Contrariamente a quanto accaduto gli anni scorsi, alla premiazione degli Oscar di quest’anno hanno fatto parlare soprattutto i film, con pochi discorsi politici e riferimenti all’attualità durante la cerimonia. Alcune celebrità hanno indossato spille contro l’ICE, l’agenzia federale anti-immigrazione responsabile di numerosi episodi di violenza negli ultimi mesi e dell’uccisione di Renèe Good e Alex Pretti.
L’appello più eplicito è di Javier Bardem, che dal palco ha portato l’attenzione sulla questione palestinese con un appello per la liberazione di Gaza da Israele. Ha inoltre indossato sulla giacca una spilla con rappresentato Handala, personaggio simbolo della resistenza palestinese, e una toppa con scritto “No alla guerra”. L’attore, in alcune interviste precedenti alla cerimonia, ha spiegato che si tratta della stessa toppa utilizzata nel 2003 per protestare contro la guerra in Iraq.
A raccontare la Notte degli Oscar è il nostro esperto di cinema Piero Di Domenico.

Notte degli Oscar: film e attori vincitori di questa edizione

Vincitore indiscusso di questi Oscar è Paul Thomas Anderson che porta a casa tre statuette per la miglior regia, miglior film e miglior sceneggiatura non originale con “Una battaglia dopo l’altra”. Il film racconta la storia di un attivista radicale, interpretato da Leonardo di Caprio, che abbandona l’attività di bombarolo per poter crescere sua figlia, per poi riprenderla una volta che lei è cresciuta. Guardando il film, viene naturale pensare che il regista volesse smuovere una critica contro Trump, mettendo in scena tutto quello che il presidente degli Stati Uniti detesta: rivoluzionari di sinistra, americani che aiutano immigrati, donne che si battono per il diritto all’aborto.

Tornando alla gara, la pellicola di Anderson ha quindi battuto “Sinners” di Ryan Coogler, che partiva con ben 16 nomination. Al protagonista Michael B. Jordan va però l’Oscar come miglior attore protagonista. Nel suo discorso ha ringraziato gli attori neri che lo hanno preceduto e ha sottolineato l’importanza di credere più che mai nella «cultura e nelle idee originali».

Candidato per la quarta volta, Timothèe Chalamet nemmeno quest’anno porta a casa la statuetta. Molti lo davano come favorito per la sua interpretazione in “Marty Supreme”, fino a che non è stato colpito da una bufera di polemiche per le sue affermazioni sul balletto e sulla lirica. «Non voglio lavorare nel balletto o nell’opera… settori dove la gente mantiene viva questa cosa di cui a nessuno importa più» aveva detto in una chiacchierata con Matthew McConaughey. Sembra quindi che si sia scavato la fossa da solo, restando a mani vuote per la quarta volta.

Miglior attrice protagonista è Jessie Buckley per il suo ruolo in “Hamnet – Nel nome del figlio”, mentre l’Oscar per il miglior film internazionale va a “Sentimental Value”, dramma familiare del regista norvegese Joachim Trier. «Termino parafrasando il grande scrittore americano James Baldwin, che ci ha ricordato che tutti gli adulti sono responsabili per tutti i bambini, quindi non votiamo politici che non prendono questo in considerazione», è questo l’appello che conclude il discorso di ringraziamento di Trier.

Tra i vincitori una bolognese, l’unica italiana a vincere una statuetta

Presente alla cerimonia anche la bolognese Valentina Merli, vincitrice come produttrice del miglior cortometraggio in live action, con “Two People Exchanging Saliva”. È l’unica italiana in concorso e non perde occasione per sottolineare il suo rammarico. «Mi dispiace per l’assenza dell’Italia. Abbiamo una tradizione solida e ammirata ovunque, registi, attori, tecnici straordinari. Ma la cultura non è abbastanza sostenuta. In Francia ti senti ascoltato, accompagnato». E aggiunge: «Con il giusto supporto, il cinema genera ritorno economico: della cultura si vive eccome».

«Desidero esprimere le mie più sincere congratulazioni a Valentina Merli e la sua squadra per questo risultato straordinario – ha commentato il sindaco di Bologna Matteo Lepore – Qualche settimana fa ho avuto il piacere di incontrarla nel mio ufficio e di ascoltare il suo percorso, fatto di passione, impegno e dedizione. Il riconoscimento ottenuto agli Oscar rappresenta non solo un importante traguardo personale, ma anche un motivo di grande orgoglio per tutta la nostra città. La ringraziamo per le parole che ha voluto riservare alla nostra città sulla sua vivacità culturale, che ben restituiscono il ruolo che Bologna ha nella cultura, nel cinema e nella creatività. Storie come quella di Valentina raccontano come i talenti che a Bologna nascono o crescono, possono arrivare lontano. A nome della città di Bologna rivolgo quindi a Valentina ed ai suoi collaboratori le nostre più sentite congratulazioni per questo successo internazionale».

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