«Non siamo contenti e soddisfatti di come gli eventi alluvionali sono stati affrontati nella nostra terra e del punto in cui si trova la Regione su indennizzi, riduzioni del rischio idrogeologico e delocalizzazioni». Spiccano frustrazione e malcontento dalle parole del presidente dell’Emilia-Romagna in occasione dell’incontro “Ricostruzione post alluvione” tenutosi stamattina nel Palazzo della Regione, in merito ai nubifragi che hanno colpito Bologna tra il 17 e il 19 settembre 2024.
Un anno dopo, De Pascale, affiancato da Manuela Rontini, sottosegretaria alla Presidenza, lamentano del mancato uso delle risorse stanziate per riparare i danni: «Per le ricostruzioni post alluvioni sono stati affidati 846 milioni affidati a delle agenzie statali che però si sono trasformati in lavori finiti solo per 14 milioni. Tutto ciò che abbiamo lasciato allo Stato non è partito, dunque è necessario sbloccare e completare i lavori».
De Pascale fa il punto sul post-alluvione del 2024
Nonostante le difficoltà, su quanto è stato raggiunto concretamente, De Pascale annuncia che «la Regione ha raddoppiato le risorse per contrastare le alluvioni, grazie alle quali abbiamo approvato un grande piano di assunzione di tecnici. Stiamo anche spronando imprese e consorzi per darci una mano».
«Sulle delocalizzazione – continua il presidente – a breve la Corte dei Conti dovrebbe licenziarne l’ordinanza, a cui abbiamo esteso la sua applicabilità il più possibile, mentre abbiamo collaborato col commissario Curcio per garantire un meccanismo di indennizzo forfettario».
Di vitale importanza, sottolinea De Pascale, è l’ottenimento «lo stanziamento da parte del Governo di un miliardo per le opere che riducono il rischio idrogeologico, necessari se vogliamo potenziarne la velocità e la rispondenza. I tempi sono un po’ lunghi, quindi la Regione vuole anticipare il primo piano da 500 milioni entro maggio 2026, per garantire almeno una grande opera di invaso per ogni fiume o bacino colpito».
«La consapevolezza del rischio vale per tutti»
Secondo De Pascale, un’altra dimensione da tenere in conto per il contrasto alle alluvioni è l’accortezza da parte dei cittadini: «Non possiamo permettere che la paura e la preoccupazione di questi eventi sparisca o si attenui, come successo nei comuni risparmiati dai nubifragi del ‘24. Dobbiamo avere tutti paura allo stesso modo, a prescindere se siamo stati colpiti o meno, perché la sicurezza del territorio e la consapevolezza del rischio è una priorità per tutti».
Alla fine dell’angolo stampa, il presidente cita l’esempio di Traversara: «Sono partiti i cantieri per rimediare alla rottura dell’argine del Lamone, vicino al quale vivono molte persone, e con Curcio abbiamo costituito una commissione tecnica apposita per superare la zona rossa tutt’ora in vigore e non scaricare sui cittadini la rimozione delle macerie».
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