Per la prima volta al mondo viene presentata al pubblico la rinomata collezione della baronessa catalana Carmen Thyssen. Ad ospitare l’evento, da oggi al 29 marzo, è Bologna, nella suggestiva cornice di Palazzo Albergati, in Via Saragozza 28.
La mostra, che è curata da Jordi Falgàs, non si limita a raccogliere tele affascinanti, ma propone un allestimento immersivo, con rari filmati d’epoca, ricostruzioni coinvolgenti, fotografie d’archivio e giochi di luci e colori, fra varie sale in grado di fondere, con armonia, pittura e architettura.

La mostra “Da Gaudí a Picasso. Capolavori dalla Collezione Carmen Thyssen”

Col patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia e del Comune di Bologna, Arthemisia ha messo assieme più di 100 opere di 40 artisti diversi, concesse dalle dimore private di Thyssen, per cui “una collezione trova il suo vero senso di esistere quando viene condivisa”, ma anche dai più importanti musei catalani e da altre collezioni private.
Le tele e le creazioni passano eccezionalmente per la città delle Due Torri prima di confluire nel Museu Carmen Thyssen di Barcellona, di prossima apertura.

Lo spettatore diventerà protagonista di un viaggio inedito, che ha come tappa centrale la città di Barcellona tra la fine dell’800 e i primi trent’anni del ‘900. La capitale catalana è l’unico filo conduttore della mostra e, mentre a Parigi si imponeva l’ impressionismo, Barcellona viene raccontata come culla delle innovazioni dell’arte europea e di una rivoluzione visiva che costituì il terreno fertile per la crescita dei grandi geni del XX secolo.
Barcellona sarà presentata come punto nevralgico per l’evoluzione e i cambiamenti della cultura occidentale fino all’avvento della modernità e poi delle avanguardie.
Tra le notti nei caffè bohémien, i mercati affollati, la vivace frenesia del porto e i primi tram si snodano gli spazi della mostra, divisa in quattro parti che illustrano lo sviluppo di un nuovo modo di osservare e rappresentare il mondo.

La prima sezione, dedicata a realismo e naturalismo, ha come fulcro la Barcellona di fine XIX secolo: una città che cambia ritmo, si espande, si risveglia e si industrializza, osservata in modo documentaristico ma con sguardo intimamente umano.
Si procede con l’esplosione del modernismo, che vede come protagonista Gaudì, accompagnato da Casas, Rusiñol e dal giovane Picasso, artisti che si scambiano idee andando e rientrando da Parigi e incontrandosi al famoso caffè Quatre Gats.

La terza sezione della mostra ospita opere appartenenti alla corrente del Noucentisme, movimento che rivendicava un ritorno alla chiarezza, all’ordine e all’eleganza, ispirandosi all’atmosfera del Mar Mediterraneo: luce calda, colori avvolgenti, vita quotidiana serena e figura umana ben integrata nel paesaggio. Al centro c’è Sunyer, alla costante ricerca di una nuova misura e di un ritrovato equilibrio.
Il percorso si conclude con la rottura totale portata dalle avanguardie: sono qui esposte le prime ricerche di Mirò, gli esordi di Dalì, le sperimentazioni di Torres-Garcia, Barradas e de Togores. Cominciano così i giochi del surrealismo, la completa libertà dell’astrazione e la geometria del cubismo.

La mostra riesce così a scrivere un racconto per immagini che celebra Barcellona, dove, citando le parole di Iole Siena, presidente di Arthemisia, «prendeva forma un’energia creativa che avrebbe attraversato i confini della Spagna e cambiato per sempre la storia dell’arte».

ASCOLTA L’INTERVISTA A JORDI FARGAS: