Quali sono i bisogni da soddisfare? 

Già nel XVIII secolo si distingueva fra due categorie di bisogni, quelli naturali e quelli artificiali; una distinzione che, con denominazioni appena diverse, si ritrova in tutti gli studiosi che si sono occupati e si occupano della tematica dei bisogni. 

Questa distinzione discende da un’altra, più profonda: quella aristotelica dell’uomo che è essere sociale e naturale a un tempo. Seguendo questa separazione fondamentale, nella storia del pensiero economico, accanto ad una concezione essenzialistica dei bisogni, secondo cui essi generano, fin dall’emergere della specie, i nostri comportamenti individuali e collettivi, si è sviluppata una concezione convenzionalista dei bisogni, secondo cui i bisogni sono storicamente e socialmente determinati; sono ciò che la società ritiene che gli individui non possano non avere. E nella società turbo-capitalista e consumista di oggi significa aver bisogno di tutto, sempre, subito.

Una proposta che inverta la nostra tendenza a maturare bisogni artificiali, indotti da questo tipo di società in cui viviamo ( e chissà che, goccia a goccia, non si arrivi anche a cambiarla! ) è quella che Alberto Pellai ha ragionato in un articolo su Marie Claire, “E se nel tempo della sovrabbondanza provassimo la rinuncia volontaria?” letto nella diretta di venerdì 20 marzo.

“La trappola più grande per noi abitanti del terzo millennio è la sovra-offerta di gratificazione istantanea che ci viene proposta da ogni parte. Abbiamo sempre a disposizione cibo gustoso, fragrante, insaporito, dolcificato. Teniamo in mano schermi che sono abitati da un’offerta “on demand” di ogni tipologia di intrattenimento e di stimolazione eccitante e divertente. Persino l’intelligenza artificiale si profila oggi come una “protesi” emotiva e relazionale sempre capace di stare connessa con i nostri bisogni e desideri, sempre in grado di fornirci risposte che soddisfano la nostra fragilità narcisistica. Però, se andiamo a fondo della questione, ci accorgiamo che tutto questo non ha portato ad un aumento della felicità. Anzi, anno dopo anno, il bisogno di psicofarmaci, in particolare ansiolitici e stabilizzatori dell’umore, è in costante crescita.

(..) Anna Lembke, psichiatra statunitense, nel suo best seller L’era della dopamina (ROI edizioni) racconta che il nostro cervello, nel corso dell’evoluzione, ha imparato a sviluppare circuiti neuronali dopaminergici, che si attivano ogni volta che abbiamo a disposizione una fonte di gratificazione istantanea disponibile a costo energetico zero (..) Ma oggi che viviamo vite dominate dalla sovrabbondanza, il nostro cervello dovrebbe rinunciare all’attivazione dei centri dopaminergici, perché il mondo globale si è trasformato in un’oasi sconfinata e a noi — suoi cittadini — non serve più confortarci e compensarci con le sorgenti di gratificazione istantanea. Questo è un tempo in cui gli esseri umani dovrebbero puntare tutto sulla gratificazione ritardata (..) Nel tempo del troppo, noi dovremmo oggi dedicarci alla ricerca del meno. Sottrarre invece che aggiungere. E fare della rinuncia volontaria una pratica con cui corroborare le nostre esistenze e rinforzare la nostra salute”.

LE ALTRE NOTIZIE CULTURALI

Le altre notizie culturali che abbiamo commentato e che vi invitiamo ad approfondire sono:

“C’è una proposta di legge per inserire la gentilezza tra i parametri con cui l’Istat misura la qualità della vita” su Rivista Studio

“Un modello di paternità sana: perché “Bluey” è il cartone migliore di tutti” di Andrea Zanni su Domani

MUSICA

Cult News è un’agenda settimanale non solo culturale ma anche musicale: oltre ai brani in continuità con le tematiche che tocchiamo, nella seconda parte della diretta vi proponiamo l’ascolto di album in uscita e vi ricordiamo interessanti concerti, rassegne e festival a cui partecipare.

Ecco le notizie musicali che abbiamo selezionato per la diretta:

I Deadletter, band post-punk originaria dello Yorkshire, ha suonato sabato 21 marzo al Covo Club di Bologna; tappa di tour per presentare il loro secondo album appena uscito “Existance is Bliss”. La recensione di Lorenzo Montefreddo su Onda Rock

Domenica 22 marzo si è esibito al Locomotiv Prima Stanza a Destra, ragazzo di cui non si conosce l’identità ma solo l’età (22 anni), che ha da poco pubblicato il suo secondo EP in poco più di un anno, intitolato “La ragazza che suonava il piano”. Recensione di Alessio Iannello su Hey Jude Magazine

Kim Gordon, figura centrale del rock alternativo americano – è stata bassista e voce femminile dei Sonic Youth – e artista visiva, ha pubblicato il 13 marzo il suo terzo album da solista “Play Me”. La recensione di Stefano Solventi su sentireascoltare.

Uscire dalla comfort zone di una piattaforma che sembra offrirti tutto in un solo posto non è semplice. Ma capire come vengono distribuiti i soldi del tuo abbonamento è il primo passo per allineare la tua esperienza di ascolto con i tuoi valori. La musica è già abbastanza complessa, fragile e meravigliosa di suo. Forse vale la pena chiedersi non solo che cosa stiamo ascoltando, ma che tipo di sistema stiamo alimentando ogni volta che premiamo play”. Chiude come di consueto la nostra rubrica musicale un articolo ben fatto sul mondo della musica: questa settimana vi segnaliamo “Quattro alternative (più una) a Spotify” di Alice Asia Bergagnin su BMB Live Studio

Info utili:

🎶 Per riascoltare la playlist della puntata, vai sulla pagina Tidal di Cult News.

🎧 Per riascoltare la puntata della diretta di venerdì 20 marzo vai sulla pagina Spreaker di Cult News.

Cult news è l’agenda culturale e musicale ideata e condotta da Flavia Montecchi con Anna Cesari, in diretta ogni venerdì dalle 10:30 alle 11:30 su Radio Città Fujiko.

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