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“Non è possibile comprendere la tragica vicenda di Stefano Cucchi senza prendere in considerazione, oltre alla violenza fisica, la dimensione psicotraumatica e la gravità delle sue conseguenze”. A dirlo è l’indagine presentata oggi al Senato da Medici per i Diritti Umani. Il trauma fisico subito da Cucchi, dice l’indagine, ha scatenato una reazione psicopatologica che ha portato alla perdita di appetito, in un soggetto già sottopeso. Per Fabio Anselmo, legale dei Cucchi, l’indagine potrebbe portare all’annullamento del processo sul caso.

“Stefano Cucchi è morto come causa prima per le percosse e le violenze subite”. Lo dice ai nostri microfoni Alberto Barbieri di Medici per i Diritti Umani, che insieme a Massimiliano Aragona ha curato un’indagine indipendente sulla morte del giovane nel carcere di Regina Coeli. Presentata oggi al Senato, l’indagine ricostruisce una sequenza di eventi drammatica, identifica quel trauma fisico come la scintilla d’innesco di una reazione postraumatica che ha portato alla morte di Cucchi.

Le conclusioni dell’indagine sono nette. “Si può concludere senza esitazioni – si legge – Che, in conseguenza dell’aggressione violenta di cui è stato vittima, Cucchi ha sviluppato una grave reazione psicopatologica post-traumatica”. Secondo Barbieri, “Il trauma psichico ha provocato una sindrome postraumatica grave, tra cui uno dei sintomi più caratteristici è proprio l’inibizione di alcune funzioni vitali, come il sonno e la diminuzione dell’appetito”.

L’elemento che non era stato preso in considerazione – continua Barbieri – È quello del trauma psichico. Una persona che subisce una violenza del tipo di quella che ha subito Stefano Cucchi ha profonde ripercussioni non solo a livello psichico ma anche fisico”.
A complicare il quadro ci sono poi le condizioni di Cucchi al momento dell’arresto. Il giovane, dice l’indagine, “Per il suo stato nutrizionale, si presentava già vulnerabile al momento dell’arresto”. Quel corpo di appena 50 chili è così precipitato sotto i 40 nel giro di pochi giorni.

L’indagine di Medu potrebbe avere importanti ripercussioni processuali. Secondo Fabio Anselmo, legale della famiglia Cucchi, “Un lavoro come questo, ben introdotto nel processo, puo’ fare capire che esiste un vizio motivazionale importante che puo’ portare a un eventuale annullamento“. “Auspichiamo che sia così – commenta Barbieri – Perchè finora è evidente che non è stata fatta giustizia“.