Nel delirio dell’Open Day senza prenotazioni che si è tenuto lo scorso 2 giugno in Fiera a Bologna i problemi non sono stati solo le file infinite, sotto il sole, con migliaia di persone assembrate. Alcune testimonianze, infatti, riportano come tra i tremila che sono riusciti ad avere accesso alla vaccinazione vi sia chi si è trovato un errore sul certificato sanitario che attesta l’effettuata inoculazione.
In particolare, alcune persone che sono state vaccinate con il vaccino monodose Johnson&Johnson sul certificato hanno “scoperto” di aver ricevuto AstraZeneca. Un errore non da poco, vista la delicatezza del tema e le preoccupazioni che persistono sugli effetti collaterali del siero anglo-svedese.

Vaccino sbagliato, il disastro dell’Open Day non è ancora finito

A raccontare la disavventura ai nostri microfoni è Sofia, una ragazza di 23 anni che è stata vaccinata proprio all’Open Day del 2 giugno in Fiera.
«Sono andata là alle 5.30 e già c’erano 200 persone in fila – racconta Sofia – Io sono stata fortunata e mi hanno vaccinato alle 11.00. Quando è stato il mio turno, ho effettuato l’anamnesi con un medico ed ho firmato il consenso per ricevere il vaccino Johnson&Johnson».
Il problema, però, si è presentato il giorno dopo, quando hanno iniziato a circolare voci sul fatto che altri ventenni vaccinati quel giorno, che avevano firmato il consenso per Johnson&Johnson, avevano letto sul proprio certificato vaccinale di essere stati vaccinati con AstraZeneca.

Certificato
Il certificato sbagliato

«A quel punto sono andata a controllare nel mio certificato – racconta la ragazza – e anche nel mio c’era scritto che ero stata vaccinata con AstraZeneca e c’era addirittura la data per il richiamo».
A quel punto sono nate le preoccupazioni. «Io ho firmato per fare un vaccino – continua Sofia – Qui c’è scritto che ne ho fatto un altro. Il vaccino che avrei dover fatto non ha il richiamo, ma se faccio il richiamo di un vaccino diverso cosa succede?».
Dubbi e panico anche a fronte delle notizie che continuano a susseguirsi sugli effetti collaterali di AstraZeneca, in particolare per le giovani donne. «Il medico che mi ha fatto l’anamnesi me l’ha fatta per Johnson&Johnson», sottolinea Sofia.

Confrontandosi con un amico che aveva avuto lo stesso problema, il giorno successivo la ragazza ha deciso di tornare in Fiera, dove aveva fatto la vaccinazione, per chiedere spiegazioni. Là è stata rimpallata da diverse persone, fino a quando ha incontrato una signora che non si è qualificata e che l’ha trattata a pesci in faccia. «A un certo punto ha detto a dei colleghi di portarla via altrimenti mi avrebbe presa a schiaffi – racconta Sofia – Io avevo chiesto chiarimenti e avevo fatto notare che l’errore commesso era grave, mentre la signora si è giustificata dicendo che su tremila vaccinazioni effettuate in un giorno un errore può capitare».

Alla fine Sofia è riuscita ad avere la certezza che quel giorno non erano presenti dosi di AstraZeneca e il suo certificato è stato corretto, ma per scoprirlo ha dovuto vivere un’odissea. E a quanto pare non è l’unica, perché sono almeno altre quattro le persone che si sono presentate in Fiera per chiedere numi e una correzione del certificato vaccinale. E tra le tremila persone che hanno ricevuto la somministrazione quel giorno non è dato sapere se vi siano altri errori del genere.

ASCOLTA L’INTERVISTA A SOFIA:

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