Tutti gli anni si ripete un rituale che accomuna gli appassionati di calcio da tutto il Paese: il calendario della Serie A viene pubblicato e i tifosi di tutta Italia iniziano a commentare le partite che dovrà affrontare la propria squadra, come sono distribuite, se è un calendario fortunato o meno.
Si può quindi ricadere in pensieri poco verosimili, credendo che dietro una certa sequenza di partite ci sia qualcosa, un favore o una logica di mercato: congetture comprensibili per chi vive il calcio con grande passione, ma sempre sbagliate nel merito.
Oggi, il calendario della Serie A non è più soggetto a logiche casuali e non è nemmeno un algoritmo che decide in modo autonomo, ma è una questione che include una grande quantità di vincoli.
Nel 2026 la Lega Serie A ha siglato un accordo pluriennale con Fastbreak AI per supportare la definizione dei calendari. La piattaforma è progettata per elaborare un numero elevato di variabili e vincoli, così da tenere conto delle diverse esigenze legate alla competizione. Tra gli elementi considerati rientrano gli aspetti sportivi, le finestre in cui determinate date non sono disponibili, i necessari tempi di recupero, la disponibilità degli stadi e altri fattori cruciali.
Quando veniva utilizzata l’urna
Fin dagli inizi degli anni ‘70 il sistema prevedeva un sorteggio pubblico per stabilire le gare di andata, mentre le gare di ritorno si ottenevano ribaltando l’ordine degli incontri. Il sistema di sorteggio era strutturato in modo molto più semplice rispetto a quello attuale. Con il tempo, però, il numero di vincoli da rispettare è aumentato e con esso anche le complessità.
Con l’arrivo dei diritti televisivi cambiò tutto: l’aumento degli impegni europei e l’irrigidimento delle norme sull’ordine pubblico mandarono in crisi questo meccanismo.
Svolgere un sorteggio alla cieca poteva, ad esempio, far combaciare due derby cittadini nello stesso weekend, rendendo più difficile la gestione delle tifoserie in diverse città, oppure poteva costringere una squadra a una lunga trafila di trasferte che avrebbero inevitabilmente condizionato le prestazioni del club.
Da questa situazione nacque la necessità di stabilire dei vincoli che rendessero il calcolo delle combinazioni adatto alle esigenze che vanno oltre la competizione sportiva. Dalla stagione 2021/22, la Serie A utilizza inoltre un calendario asimmetrico: il girone di ritorno non riproduce semplicemente, a campi invertiti, l’ordine delle partite dell’andata. L’algoritmo genera due gironi di andata e ritorno completamente differenti tenendo in considerazione l’importanza dell’ottimizzazione combinatoria, la stessa disciplina che si usa per progettare le rotte di una compagnia aerea o i turni di un pronto soccorso.
Costruire un calendario sportivo è tutt’altro che semplice. Il Traveling Tournament Problem è un problema astratto di programmazione sportiva. In breve, una competizione organizzata con doppio girone in cui bisogna costruire calendari rispettando determinati vincoli e minimizzando la distanza complessiva percorsa dalle squadre partecipanti.
La matematica dell’algoritmo che nessuno racconta
Il software utilizzato ad oggi per generare il calendario di Serie A crea decine di migliaia di calendari possibili, scartandone uno dopo l’altro fino a individuare quello che rispetti i vincoli stabiliti dalla federazione:
- niente derby nello stesso turno;
- mai più di due trasferte o gare interne consecutive per la stessa squadra;
- distribuzione equa tra chi condivide lo stadio con altri club o altri sport;
- nessuna big impegnata in casa nel weekend in cui la città ospita altri eventi che assorbono l’impegno delle forze dell’ordine.
Come si può notare dai limiti posti all’algoritmo, la sicurezza pubblica è uno dei punti focali nella definizione delle combinazioni. Le partite considerate rischiose vengono distanziate da altri appuntamenti sensibili in città, tenendo conto anche di eventi non sportivi che tengono occupate altrove le forze dell’ordine.
Il tutto deve poi essere concordato con gli impegni europei delle squadre di Champions League, Europa League e Conference League: la programmazione deve tenere conto degli impegni europei, cercando di garantire alle squadre tempi di recupero adeguati tra campionato e competizioni UEFA.
Discorso simile per le soste delle nazionali durante le quali diversi giocatori cambiano fuso orario e continente.
L’ultima parola resta umana
Il risultato, però, non è mai neutro rispetto all’andamento della stagione. Ci sono squadre che, calendario dopo calendario, si ritrovano sistematicamente ad affrontare un avvio più morbido, altre che invece incappano più spesso in un rush finale fatto di trasferte pesanti.
Chi segue con continuità ogni giornata, può notare queste differenze e analizzarle confrontando il valore degli avversari affrontati nelle diverse fasi della stagione di Serie A.
Questo avviene perché anche il sistema più raffinato ha bisogno di una revisione finale fatta da persone. Chi lavora in Lega interviene per correggere ciò che il software non può cogliere, la sensibilità di una determinata data per una certa piazza, l’equilibrio nella distribuzione di anticipi e posticipi tra le diverse squadre lungo la stagione. È un lavoro che si consuma in settimane, tra simulazioni, verifiche con le emittenti televisive e un confronto costante con le prefetture.
Tutto questo può portare alla ridefinizione in itinere degli orari e dei giorni della settimana in cui si disputano le partite di campionato, nel tentativo di facilitare il percorso delle squadre.
Capire questo meccanismo non cambia l’esito di una singola partita, ma il modo in cui un tifoso può approcciare al calendario calcistico pubblicato in estate: aiuta a distinguere una difficoltà reale, tecnica e tattica, da una difficoltà che dipende semplicemente da un calendario più o meno generoso.







