Bologna si prepara alla nuova Riforma dei Quartieri, dieci anni dopo il primo intervento avviato per ridisegnare l’organizzazione territoriale e le funzioni dei quartieri della città. Quest’oggi, il sindaco Matteo Lepore e Erika Capasso, delegata alla riforma dei quartieri, hanno presentato l’aggiornamento del governo territoriale in dieci punti per rafforzare dall’interno la struttura e il peso politico dei quartieri, senza bisogno di una rivoluzione strutturale.
Le ragioni che hanno alimentato questo aggiornamento le ha spiegate lo stesso Lepore: «Dieci anni dopo i quartieri devono lavorare su bisogni nuovi dei cittadini: sono nati in anni nei quali la politica era una cosa diversa, ai tempi di Dozza, Dossetti, dei corpi intermedi che li hanno immaginati. Oggi le persone partecipano in modo diverso, basta vedere l’astensionismo e la crisi della democrazia, e noi dobbiamo aggiornarci».

Per arrivare a ciò – spiegano Lepore e Capasso – bisogna nutrire l’anima politica (il Consiglio del Quartiere) e l’anima partecipativa (cittadini, comitati e gruppi informali) affinché collaborino tramite per garantire una sussidiarietà verticale e orizzontale. Il maggior ruolo politico sarà garantito da due elementi: il primo sono nuovi strumenti di partecipazione per costruire risposte condivide, che integrino i contributi locali nei piani del Comune, a loro volta diretti da dati attendibili e aggiornati; il secondo è una maggiore capacità operativa dei quartieri, per far sì che certe questioni locali, oggi accentrate al Comune, possano essere risolte dai quartieri.

I nuovi strumenti della Riforma dei Quartieri

Uno dei nuovi strumenti è la creazione dei Gruppi Territoriali di Quartiere: spazi di lavoro co-prodotti e gestiti insieme alla cittadinanza, in cui si incontreranno istituzioni, tecnici e rappresentanti comunitari per lavorare all’unisono. Il loro ruolo sarà raccogliere visioni e proposte da tutta la città, a cui potranno partecipare tutti i cittadini interessati. «Sarà proprio attraverso l’integrazione tra queste tre forme di competenza e conoscenza che si intende produrre un valore aggiunto, in termini di nuove visioni e proposte concrete, per il futuro di ogni quartiere e di tutta la città», si legge nella nota del Comune.

Infine, tutto dovrà essere declinato in una impalcatura comunicativa più accessibile, chiara e capillare, grazie alla quale i cittadini potranno sperimentare con mano il maggior coinvolgimento. Il primo passo verso questo obiettivo sarà la piattaforma Partecipa, tramite la quale i cittadini potranno iscriversi per far parte dei Gruppi Territoriali di Quartiere, dal 3 novembre 2025. «Abbiamo pensato di mettere in mano i nostri quartieri per renderli più efficaci, per migliorare gli strumenti di partecipazione – afferma il sindaco Lepore a margine della conferenza stampa – tramite un confronto sia con i gruppi consiliari che con i cittadini su dove portare questi strumenti che vanno assolutamente resi più forti».

Continua il primo cittadino: «Si parlerà anche dei nuovi poteri, delle nuove funzioni e di come in questi dieci anni hanno funzionato, anche alla luce del bilancio partecipativo, dei patti di collaborazione, di quegli strumenti che abbiamo introdotto nella città di Bologna e che hanno permesso a tante persone di partecipare».

Lepore conclude il suo intervento rispondendo alle critiche mosse durante il mandato: «La nostra amministrazione viene criticata per la mancata partecipazione. Io credo che sia il caso di ascoltare le critiche e di utilizzare il percorso che ci diamo anche per rivedere i nostri strumenti disponibili per cambiare e migliorare, per fare in modo che anche chi ha i margini o chi si sente escluso possa dire la propria e fare pesare le proprie idee ed esigenze».

ASCOLTA L’INTERVISTA A MATTEO LEPORE: