Questa sera alle 18.30 si terrà un incontro pubblico alla Velostazione Ex.Dynamo di via Indipendenza per difendere il progetto “Bologna Città 30”.
Il Tar lo scorso gennaio ha annullato il provvedimento che istituiva il limite massimo di velocità a 30 chilometri orari su gran parte delle strade urbane di Bologna. La decisione è stata adottata attraverso una sentenza a seguito di un ricorso presentato da due tassisti che denunciavano la riduzione dei loro guadagni, a causa del rallentamento del traffico.

A Bologna l’assemblea pubblica per rilanciare Città 30

L’assemblea, aperta a tutti i cittadini, vedrà la partecipazione di oltre 65 realtà tra associazioni cittadine, sindacati, forze politiche e comitati di quartiere. Sarà presente anche il sindaco Matteo Lepore.
L’incontro nasce dalla necessità di riaprire una discussione pubblica sul futuro della città e portare al ripristino del modello 30, che Bologna aveva adottato per prima in Italia.

«Questo progetto rappresenta un modello di città più equa, democratica e senza prevaricazioni», spiega ai nostri microfoni Sara Poluzzi, portavoce del Comitato Bologna 30. Non si tratta quindi di un semplice provvedimento amministrativo, ma di un percorso culturale e collettivo per migliorare la qualità dello spazio urbano, in particolare per le persone più fragili.

Le associazioni, però, non si limitano a sperare nel ripristino del progetto, ma segnalano «un calo di attenzione sul progetto con pochi controlli in strada e pochi fondi stanziati per rivedere l’assetto stradale». Questo modello, infatti, non si può realizzare solamente attraverso un limite di velocità, ma serve una revisione generale di tutto l’assetto stradale per garantire sicurezza a tutte le cittadine e i cittadini.

ASCOLTA L’INTERVISTA A SARA POLUZZI: