La parola d’ordine riprende l’ormai celebre espressione del lavoratore del porto di Genova, che aveva promesso di bloccare tutti i container diretti a Israele qualora fosse accaduto qualcosa agli attivisti della Global Sumud Flotilla.
Al grido di «Blocchiamo tutto», lunedì prossimo, 22 settembre, si svolgerà su tutto il territorio italiano lo sciopero generale di 24 ore proclamato da Usb, Cub, Adl Cobas e Sgb.
In Emilia-Romagna si terranno manifestazioni in tutte le città. A Bologna l’appuntamento è per le 10.30 in piazza Maggiore, da dove partirà un corteo che attraverserà il centro cittadino.

Lo sciopero generale contro il genocidio a Gaza: «Blocchiamo tutto!»

Lo sciopero generale ha tra le rivendicazioni lo stop a quello che ormai chiunque – «tranne i sionisti più accaniti», sottolinea ai nostri microfoni Luigi Marinelli di Usb – riconosce come un genocidio a Gaza. La protesta, però, servirà anche a fare da “scorta” alle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, che Israele ha già preso di mira e che ha dichiarato obiettivo militare, nonostante si tratti di una missione umanitaria per portare aiuti alla popolazione palestinese.
Ancor prima dello sciopero, lavoratrici e lavoratori hanno sopperito all’inerzia e contrastato la complicità dei governi con Israele, bloccando le navi cariche di armi. L’ultima notizia in questo senso arriva dal porto di Ravenna.

«Noi vorremmo far capire a quanti più lavoratori e lavoratrici possibili – continua Marinelli – che questo clima di guerra e di riarmo, oltre a colpire il popolo palestinese, penalizza anche loro. Lo fa con l’inflazione che si mangia il potere d’acquisto, con il taglio al welfare, alla sanità e alla scuola, che fra poche settimane vedremo nella Finanziaria, con maggiore precarietà e ricattabilità sui luoghi di lavoro».
Ecco perché, oltre alla solidarietà internazionale, lo sciopero di lunedì prossimo riguarda anche l’interesse dei ceti popolari.

ASCOLTA L’INTERVISTA A LUIGI MARINELLI: