A Roma Visual Jazz, a Cormons Jazz&Wine, a Ferrara il cartellone del Torrione. Qualche appuntamento per chi ama le blue notes.

L’autunno è una delle stagioni jazzistiche più interessanti: lontano dai riflettori spettacolari d’estate stile Umbria Jazz, forse i festivals si rivolgono ad un pubblico maggiormente competente. Così, aspettando il Bologna Festival Jazz di novembre, rassegna legata ad importanti nomi come quelli di Chick Corea, Brad Mehldau, Jim Hall o John McLaughlin, ma con le lancette dell’orologio artistico fermo ad almeno trent’anni fa, diamo uno sguardo al cartellone d’ottobre.

Cominciamo allora con l’Auditorium della Musica a Roma che presenta -Visual Jazz, rassegna ricca di alcuni tra i nomi italiani più interessanti (Fabrizio Bosso e Giovanni Guidi) e di alcuni musicisti storici quali Herbie Hancock. Presente anche la musica da film con la riletture delle sound tracks di Stanley Kubrick rielaborate dal Campobasso & Manzoni Quartet e quella ritmica del Manu Katché Quartet. Ma il piatto forte forse arriva con il progetto africano del trio di Aldo Romano, Louis Sclavis, Henri Texier, con le foto di Guy le Querrec (domenica 21). Qui l’esperienza della scuola francese di Lione legata al “Folklore Immaginario” si misura con la tradizione africana, con la sempre rimarchevole esecuzione delle tante ance di Louis Sclavis. Abbinabile ai  concerti dell’Auditorium le mostre di Gottuso al Vittoriano e Vermeer alle Scuderie del Quirinale.

Molto più vicino è il Torrione di Ferrara , magica location che ogni anno apre i suoi battenti con un capace cartellone per lo più attento alla scena attuale dell’hard bop, ma non schivo anche di fronte a scelte differenti. Così, spulciando nel corposo calendario dell’autunno 2012, troviamo personaggi rilevanti di un certo Mainstream come il trombettista Ambrose Akinmusire (2 novembre), i saxofonisti Eric Alexander e Vincent Herring con special guest il pianista Harold Mabern (sabato 27 ottobre), ma anche un gruppo quale quello del bassista Michael Formanek (sabato 20 ottobre) accompagnato da una formazione d’eccezione (Tim Berne, sax alto; Craig Taborn, piano Michael Formanek, basso; Gerald Cleaver, batteria). Un set visto l’anno scorso proprio a Bologna, un concerto già allora convincente, ma che, dopo l’ultimo lavoro inciso con l’etichetta ECM, sembra promettere un ulteriore miglioramento: una verifica importante per il Torrione Jazz Club di Ferrara. Sempre della serie jazz ed arte,  segnaliamo a Palazzo dei Diamanti l’esposizione Boldini, Previati e De Pisis.

Altro importante appuntamento per il jazz autunnale è rappresentato dal Festival “Jazz&Wine” di Cormons, quattro giorni di buona musica e vino di qualità. Si comincia giovedi 25 con un gruppo funky di Bill Evans, formazione che assicura alla apertura della rassegna un successo legato alle situazioni proposte dalla formazione. Infatti, già al fianco di Miles Davis, Herbie Hancock e John McLaughlin, il sax di Bill Evans scardina gli stereotipi del bluegrass bianco, per tingerli di un’anima nera, intrisa di fusion. «Utilizzo il jazz per esplorare il suono delle radici – spiega Evans– non mi piace confinarmi in un genere: se entri in realtà sonore diverse riesci sempre a trovare molti spunti».

Per la giornata di venerdi vogliamo segnalare tra gli altri l’esibizione della combo americana del trombonista Ray Anderson e del saxofono di Marty Ehrlich: due musicisti storici dell’avanguardia ancora capaci di cercare soluzioni innovative alla loro musica.

Per sabato cerchietto rosso sullo straordinario chitarrista ucraino, nonché virtuoso del tapping, Enver Izmaylov. Tra i maggiori musicisti nella scena jazz dell’Europa dell’Est, Izmaylov sorprende il pubblico per la sua fantasiosa abilità tecnica: pratica il tapping a velocità vertiginose, intrecciando melodie di stampo balcanico su ritmi e sonorità vagamente orientali splendidamente fusi con il jazz.

La sera invece, al gran teatro, arriva il trio del bassista francese Henri Texier con il figlio Sebastien Texier (alto sax, clarinet, alto clarinet) e Christophe Marguet (batteria). La formazione in quartetto ha decisamente convinto all’ultimo festival di Saalfelden, vedremo quanto la dimenssione da trio manterrà l’emozioni regalate in Austria.

Scorrendo il programma dell’ultima giornata di domenica, non possiamo dimenticare l’ottima pianista Sakoto Fujii in duo con il marito trombettista Natsuki Tamura. La tastierista-compositrice-performer è già un’affermata stella del panorama internazionale, sia per la sua capacità solistica, sia per le idee che sorreggono i suoi mille progetti, da quello per grandi orchestre, fino alla situazione dell’improvvisazione a duo.

Chiude il festival un nome ben conosciuto anche al di ffuori della stretta cerchia jazzistica: Joe Jackson. Lontano ormai dai celeberrimi successi pop quali l’indimenticabile -Slow!-, da tempo il vocalist/pianista è sulle tracce ellingtoniane, in un recupero attento dello sterminato patrimonio culturale del mitico Duke. Con Jackson la violinista Regina Carter.

Naturalmente scorrendo l’intero cartellone si noterà la varietà delle musiche proposte a Cormons. Aggiungete tante iniziative collaterali, colossali bevute e, magari, aggiungete una mostra dedicata a Keith Haring nella vicina Udine ed un antipasto jazzistico a Pordenone il 23 del mese con Hancock, ed avrete una settimana da potere affermare con gioia Mens Sana in Corpore Sano (anche se un po’ brillo…)

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