Sinistra Ecologia e Libertà, dopo le polemiche dei giorni scorsi, chiarisce la sua posizione: col Pd senza Udc per un “modello Hollande” italiano. La Federazione della Sinistra: “È assurdo, meglio unire la sinistra. Sel ci ripensi”.

Il 2013 si avvicina e i partiti iniziano a scaldare i motori in vista delle elezioni politiche. Il dibattito è esploso nonostante persista l’incognita, grande come una casa, della legge elettorale. Non si sa, infatti, se le attuali forze politiche che siedono in Parlamento riusciranno a trovare un’intesa e, in caso affermativo, non si sa quale sarà l’alternativa al “porcellum“, la legge elettorale attuale da tutti contestata.

Nei giorni scorsi ha fatto discutere la posizione di Sinistra Ecologia e Libertà che, a causa di una frase (“non ci piacciono i veti”) è stata accusata di essere disponibile a stringere alleanze non solo col Pd, ma anche con l’Udc.
L’interpretazione della posizione di Sel ha scatenato la reazione della base elettorale ed ha costretto il leader nazionale Nichi Vendola a smentire attraverso un videomessaggio.

A chiarire quella che, per il momento, è la posizione dei vendoliani è stato, ai microfoni di Radio Città Fujiko, Gennaro Migliore della segreteria nazionale di Sel.
“La proposta che abbiamo fatto – spiega Migliore – è molto chiara e non prevede l’Udc. Noi chiediamo primarie di coalizione, l’abbandono delle politiche di austerity del governo Monti, che invece Casini sostiene, e un impegno sul tema dei diritti civili, che per noi si chiamano matrimoni gay”.

Quello a cui mira Sel è un “modello Hollande” all’italiana, da realizzare anche con l’Italia dei Valori, nel caso Di Pietro tornasse sui propri passi.
I presupposti per il programma elettorale, secondo Migliore, ci sono già: “Le carte d’intenti di Sel e Pd sono una buona base di partenza. Poi ci sarebbero ovviamente anche i programmi dei candidati alle primarie”. Il partito di Vendola, dunque, conta di condizionare sui contenuti anche il Partito Democratico, che in questi mesi ha sostenuto il governo Monti e le sue politiche liberiste.

Paradossale la scelta di Sel secondo la Federazione della Sinistra. Sempre ai nostri microfoni, il portavoce nazionale Massimo Rossi, sottolinea l’incongruenza di Sel nel cercare un’alleanza con chi ha sostenuto l’austerity e cancellato l’articolo 18. “Si rischia di allontanare ancora di più i giovani, i lavoratori e i cittadini dalla politica”, sostiene Rossi, che al “modello Hollande” preferisce un “modello Syriza“, la coalizione di sinistra radicale greca.

“Occorre unire la sinistra e costituire un’alternativa di governo credibile – osserva Rossi – e sulla base dei contenuti si possono coinvolgere movimenti, forze politiche e anche partiti non propriamente di sinistra come l’Idv”.
In realtà il dibattito all’interno della Federazione della Sinistra è ancora aperto, ma Rossi, esprimendo la sua opinione personale, spera che Sel ci ripensi e confluisca in una coalizione di Sinistra.

Articolo precedentePremio Maccio Capatonda 2011, cinema alla radio
Articolo successivoNon c’è pace per i centri sociali: ora rischia Vag61