Fino al 7 aprile sarà possibile visitare, nelle sale del Palazzo Blu di Pisa, la mostra “Belle Epoque. Pittori italiani a Parigi nell’età dell’Impressionismo”. L’esposizione esplora la nascita della modernità artistica europea a partire dai capolavori degli impressionisti italiani Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis e Federico Zandomeneghi, protagonisti della scena parigina a cavallo tra diciannovesimo e ventesimo secolo.

Un percorso sull’Impressionismo, per valorizzare il contributo dei pittori italiani nella scena parigina

Saranno presenti circa 100 opere – non solo di artisti italiani ma anche di altre grandi personalità dell’Impressionismo tra cui Degas, Pissarro e Renoir – provenienti, tra gli altri, dalla Galleria degli Uffizi, dal Musée d’Orsay e dal Louvre, ma anche da collezioni private francesi e italiane. 

La mostra – curata dalla storica dell’arte Francesca Dini, una delle massime esperte del secondo Ottocento italiano – nasce dall’esigenza, anche critica, di valorizzare il contributo degli artisti italiani attivi a Parigi durante la Belle Epoque, spesso relegati a un ruolo secondario rispetto ai contemporanei francesi. 

Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis e Federico Zandomeneghi, legati all’eredità della pittura toscana e del realismo macchiaiolo, si trasferirono a Parigi nella seconda metà dell’800, dove trovarono terreno fertile per la loro ricerca artistica ed entrarono in contatto con i circoli intellettuali della capitale francese. Il percorso si articola in nove sezioni tematiche, aprendosi con la Parigi della Comune e chiudendosi con la Toscana di fine secolo.

Durante l’intero periodo espositivo (iniziato, in realtà, già lo scorso autunno) sono previsti anche degli appuntamenti che esplorano vari aspetti storici, artistici e culturali della Belle Epoque. L’ultimo di questi incontri, il 19 marzo, sarà proprio con Francesca Dini, la curatrice della mostra.