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In attesa dei nuovi bandi per l’accoglienza dei richiedenti asilo, la Prefettura di Bologna propone ai gestori dei centri una proroga dei contratti in essere, ma con le nuove regole della legge Salvini: un taglio economico immediato che farebbe perdere decine di posti di lavoro. Le cooperative rifiutano in massa la proposta, che pone forti dubbi di legittimità giuridica. La Cgil Bologna indice un presidio per oggi alle 18.00.

Una proposta piuttosto inusuale, la cui legittimità giuridica è tutta da verificare. Di fronte alla scadenza dei bandi per la gestione dei centri di accoglienza straordinari (Cas) per richiedenti asilo e in attesa della pubblicazione delle nuove gare, la Prefettura di Bologna propone di prorogare di qualche mese i contratti in essere.
Una pratica consolidata per conciliare i tempi burocratici con la copertura delle strutture, ma questa volta con una novità significativa: le cooperative, per vedersi prorogata di qualche mese la gestione, dovrebbero accettare le nuove regole imposte dalla legge Salvini, in particolare un taglio sensibile della quota per richiedente percepita ogni giorno, che passerebbe dai 35 euro a meno di 20.

L’effetto immediato di una proposta del genere sarebbe la perdita di decine di posti di lavoro, dal momento che i gestori non avrebbero le risorse sufficienti per garantire i servizi considerati non essenziali. A perdere immediatamente il posto, quindi, potrebbero essere insegnanti di italiano, operatrici legali, mediatori culturali e tutte quelle figure che operano nei percorsi di integrazione dei richiedenti asilo.
Per questo motivo, le cooperative che attualmente gestiscono i centri di accoglienza di Bologna hanno risposto picche alla prefetta Patrizia Impresa, nella speranza di aprire un tavolo di trattativa.

Eppure, appena pochi giorni fa, Impresa aveva rassicurato tutti sul fatto che l’accoglienza diffusa sarebbe proseguita e che, in sostanza, a Bologna il modello non sarebbe cambiato. Un proposito difficile da mantenere alle nuove condizioni, che arrivano prima che i Comuni si siano potuti organizzare per coprire quanto restava escluso dalla nuova legge, così come aveva dichiarato di voler fare Virginio Merola.
Per protestare contro la forzatura prefettizia, la Cgil ha indetto per oggi pomeriggio alle 18.00 un presidio proprio in piazza Roosevelt.

ASCOLTA L’INTERVISTA AD ANNA ROSA ROSSI DELLA CGIL:

“Quella della Prefettura di Bologna è una soluzione alquanto ruspante, per usare un eufemismo”, commenta Marco Paggi, docente di Diritto e immigrazione, Legislazione e prassi amministrativa sull’immigrazione e avvocato che si occupa prevalentemente di consulenza e patrocinio in giudizio in materia di diritto del lavoro e di diritto degli stranieri e dei richiedenti asilo.
Per il giurista, la proroga di contratti in essere deve mantenere le condizioni iniziali e non può prevere un cambiamento così significativo degli accordi, a meno che gli enti gestori non sottoscrivano le nuove condizioni imposte. I dubbi sulla legittimità giuridica dell’operazione, dunque, ci sono tutti.