“A noi rimane il mondo, Sui sentieri della Wu Ming Foundation” è il documentario di Armin Ferrari presentato in anteprima al Biografilm festival, ma che sarà possibile vedere online su MYMOVIES fino a giovedì 16, alle ore 19. Il regista racconta la Wu Ming Foundation, una libera federazione di collettivi, gruppi d’inchiesta, laboratori, progetti artistici, culturali e politici nati da una discussione intorno alle varie forme assunte dal lavoro del collettivo di scrittori Wu Ming.

Lo sguardo critico dei Wu Ming raccontato nel documentario di Armin Ferrari

Il documentario “A noi rimane il mondo” presenta una moltitudine di storie, legate da una poetica condivisa, all’insegna di uno sguardo critico ed approfondito sul reale. Il titolo rimanda all’epilogo del romanzo storico “Q”, pubblicato dal collettivo nel 1999, e, come ci racconta il regista Armin Ferrari, è un richiamo alla responsabilità: «Il titolo si vede solo alla fine, è molto potente: a noi rimane il mondo e, quindi, a noi rimane anche la responsabilità di questo mondo, di raccontarlo e tenerlo in un certo modo».

Nel documentario si vanno ad esplorare i tanti progetti che orbitano intorno al collettivo Wu Ming, con sette filoni principali che si intrecciano tra loro. Si parte da Resistenze in Cirenaica, un cantiere culturale permanente attento all’urbanistica e alla toponomastica, che lavora per decolonizzare la narrazione mainstream italiana. Sempre con l’intento di andare oltre una narrazione semplicistica, è stato sviluppato il progetto Nicoletta Bourbaki, un gruppo di lavoro impegnato nello smontare le false notizie storiche. Da un dibattito sul romanzo Point Lenana è nato, invece, Alpinismo Molotv che riflette su tutti quei miti legati alla montagna conditi da una cultura maschilista e machista, contro di questa vengono organizzate delle camminate in cui si8 raccontano storie legate ai luighi che si attraversano.

Un filone definito dallo stesso regista «più emotivo» è quello svolto insieme ad Antar Mohamed Maricola, coautore con Wu Ming 2 del romanzo Timira, con il quale si sono ripercorsi i sentieri battuti anche da suo zio Giorgio Maricola. Quest’ultimo è un partigiano afrodiscendente che dopo essere stato liberato dal lager di Bolzano ha combattuto contro le ultime rappresaglie naziste, rimanendo ucciso.

Infine, con ognuno dei tre componenti del collettivo viene affrontata una tematica specifica: Wu Ming 1 ha raccontato il territorio complesso del delta del Po; Wu Ming 2 porta avanti una serie di riflessioni su come ascoltare il paesaggio, per fare ciò prende spunto dalla via degli dei e dalla devastazione del territorio avvenuta per costruire la linea dell’alta velocità che collega Bologna e Firenza. Si finisce con Wu Ming 4 che esplora la relazione tra il fantastico e la realtà e come si possa utilizzare il primo per raccontare il quotidiano.

ASCOLTA L’INTERVISTA A ARMIN FERRARI: