Scopri le nuove uscite discografiche di venerdì 27 marzo, tante novità dalla scena internazionale a quella Italiana: il ritorno del jazz e ballate di un ex cinico.
MALAMORE, Willie Peyote, Raye, Flea.

Nuove uscite discografiche: i singoli e gli album del 27 marzo

MALAMORE – Le vite degli altri

Il disco della band pugliese, in uscita oggi, venerdì 27 marzo, è stato anticipato dai singoli “Rivoluzione Punk” e “Un fratello“.
Il progetto verrà presentato dal vivo alle Officine Cantelmo di Lecce,con un release party speciale inserito nel cartellone del SEI Festival di Coolclub, che si svilupperà in un talk seguito da un live set per raccontare la nascita e il processo creativo del disco. Si configura come un passaggio importante per gli artisti, che navigano in acqua più dirette e istintive del loro precedente album.
Le vite degli altri” riflette, come hanno anche specificato i membri del gruppo, la necessità di raccontare relazioni con una sovrapposizione tra queste e le identità. Raccontando gli altri, emerge anche una possibile narrazione di se stessi.
L’energia rock, percepibile già dai singoli citati all’inizio, pervade tutto l’album e si esplicita in un suono ruvido e diretto: chitarre che ricoprono un ruolo di primo piano e batterie armate che scandiscono l’atmosfera.
Si potrebbe dire che è un disco che restituisce “maturità” al percorso artistico della band, con una scrittura più esposta e compatta, oltre che ad essere pensato soprattutto per la dimensione live.

Wllie Peyote – Burrasca

Willie Peyote torna con un nuovo inedito “Burrasca”, dopo la sua ultima partecipazione a Sanremo con il singolo “Grazie ma no grazie“. Rispetto a buona parte della sua discografia, in questo nuovo progetto Willie lascia andare il suo cinismo e l’analisi critica della realtà per immergersi in una musica che richiama la ballata. Gli elementi che la compongono sono la chitarra e la voce, che inseriscono l’inedito parte di un nuovo panorama musicale: il cantautorato urban italiano.
L’artista torinese specifica in diverse interviste e sui suoi social, che “in tempi così violenti in cui siamo tutti sulla stessa barca in balia delle onde, spero abbiate qualcuno a cui aggrapparsi per resistere alla tempesta”.

Raye – This music may contain hope

Secondo album di Raye, si tratta di un musical in quattro atti con una forte impronta sentimentale sia nel contenuto che nella musica. L’artista conserva un approccio jazz-pop e un monumentale impianto sonoro.
Quest ultimo si rifa alle influenze del jazz e dello swing degli anni ’50 e ’60, insieme a Soul e R&B; il caos con cui è stato descritto questo progetto, denota la volontà di Raye di confondere il pubblico e gli esperti, andando oltre una etichettamento moderno e banalizzante.
Ogni singolo sembra costituire un universo a parte, viene introdotto e ci sono più voci che ne spiegano il contesto, come se fosse davvero caratterizzato da un impianto teatrale.

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Flea – Honora

Honora è il nuovo album solista del bassista dei Rot Chili Peppers, Flea, in uscita venerdì 27 marzo.
Nel suo disco d’esordio Flea, sposta il focus musicale sul suo strumento di elezione: la tromba, addentrandosi nel territorio del jazz e allontanandosi dai suoi natali con la band australiana.
Tra le voci che accompagnano il progetto, troviamo il frontman dei Radiohead, Thom Yorke e Nick Cave; tra i musicisti invece, molti già orbitanti attorno al mondo del jazz: : il sassofonista Josh Johnson, il chitarrista Jeff Parker, la bassista Anna Butterss e il batterista Deantoni Parks, il percussionista Mauro Refosco e Nate Walcott a tromba e tastiere.
La novità di quest album risiede anche nella sua struttura, dei 10 brani presenti infatti, 4 sono cover, il che puo essere un elemento fortemente innovativo oppure un limite.
Una di queste è “Thinkin Bout You”: brano di Frank Ocean, che a quanto riporta Flea, lo ha stregato così tanto quando è uscito da rappresentare un puntp di svolta.
Mentre il singolo considerabile “manifesto” dell’album del bassista è “A Plea” che si configura quasi come un mantra.
Nella sua totalità, è un lavoro personale e sincero, oltre che un omaggio coraggioso e d’amore nei confronti del jazz. Di certo, nonostante il suo passato nei Red Hot, Flea è riuscito e prendersi uno spazio profondamente suo e significativo.