La regione Emilia Romagna sta per chiudere la sede storica della Mediateca Giuseppe Guglielmi di via Marsala per trasferirla al Fiera District, negli uffici della Regione. L’assenza di spazi adeguati potrebbe comportare il trasferimento di parte della Mediateca in un deposito sotterraneo, rendendone impossibile l’utilizzo.
Lo denuncia il Sindacato Generale di Base, che ha lanciato anche una petizione per il destino dello spazio.

La Mediateca Guglielmi e la denuncia di Sgb

«Il trasferimento è un subdolo escamotage del direttore generale Ricci Mingani in quanto, in caso di annunciata chiusura totale, la Soprintendenza interverrebbe», sostiene Sgb in un comunicato.
La Mediateca Guglielmi rappresenta molto più di una semplice biblioteca: ha attualmente sede nel piano nobile di Palazzo Leone, con sale decorate da affreschi che costituiscono un luogo di arricchimento culturale. Oltre a studiare e a consultare volumi, all’interno della Mediateca vengono organizzati eventi e visite guidate anche in collaborazione con altri enti e associazioni. 

Il sindacato sottolinea che in un territorio dove gli spazi per la cittadinanza sono sempre meno, la Mediateca verrà chiusa per il progetto di riorganizzazione del sistema regionale che prevede, tra le altre azioni, la dismissione di stabili in gestione alla Regione Emilia Romagna per fare cassa. Con la chiusura scompariranno anche le ultime tre postazioni coworking, ubicate nel centro storico di Bologna e attualmente molto utilizzate.

Sgb ha chiesto un incontro all’assessora regionale alla Cultura Jessica Allegni già due mesi fa, richiesta che però non ha ricevuto riscontro: «Tutto questo avviene per risparmiare ma a pochi euro, parliamo di neanche 200mila euro, se fosse davvero un trasferimento non si risparmierebbe. Lo chiamano trasferimento ma in realtà è una chiusura – ha detto ai nostri microfoni Pina Giagnorio di Sgb – E l’assessora non ci sta incontrando, evidentemente non si interessa di valorizzare e diffondere la cultura».

Alla luce del disinteresse da parte delle istituzioni, è stata avviata una petizione che ad oggi conta più di 600 firme tra online e cartaceo.
«Vediamo se almeno questo smuove l’assessora a ripensare sulla chiusura della Mediateca – conclude Giagnorio – dove siamo noi adesso è proprietà del Collegio di Spagna, prima c’era una famiglia privata. Abbiamo paura che questo spazio torni in mano ai privati e quindi non sia più pubblico».

ASCOLTA L’INTERVISTA A PINA GIAGNORIO: