Due presidi, a distanza di pochi giorni, per chiedere giustizia e tenere viva la memoria. Non Una Di Meno scende in piazza a Firenze il 21 e il 25 marzo in ricordo di Eleonora Guidi, uccisa l’8 febbraio 2025 a Rufina dal compagno Lorenzo Innocenti.
Il primo presidio si terrà sabato 21 marzo alle 16.00 in piazza Santissima Annunziata, mentre il secondo è previsto per mercoledì 25 marzo alle 9.00 davanti al Tribunale di Firenze, in occasione dell’udienza per l’incidente probatorio legato alla perizia psichiatrica sull’imputato.
Il femminicidio di Eleonora Guidi e le narrazioni sbagliate
A oltre un anno dal femminicidio, le attiviste chiedono che si arrivi a un processo e a una risposta giudiziaria chiara. «Lo Stato ha garantito all’imputato tutte le cure necessarie e il tempo per recuperare fisicamente e comprendere la gravità di quanto accaduto. Ora è giusto che lo Stato garantisca anche alle vittime ciò che spetta loro: giustizia», si legge nell’appello diffuso dal movimento.
Il femminicidio di Guidi, avvenuto in casa durante una mattina apparentemente ordinaria e davanti al figlio, ha lasciato un segno profondo nella comunità e nella sua famiglia. Un episodio che, secondo le promotrici, richiama un copione purtroppo ricorrente: relazioni segnate da controllo e violenza, spesso invisibili fino all’esito più estremo.
Nel testo dell’appello, il movimento contesta apertamente la narrazione che accompagna molti casi di femminicidio, quella che descrive gli autori come persone “insospettabili” o parla di gesti improvvisi e incontrollabili. Una lettura che, denunciano, finisce per oscurare le responsabilità e la dimensione strutturale della violenza di genere.
La violenza contro le donne viene invece indicata come un fenomeno sociale e culturale, non un fatto privato o isolato. Da qui la richiesta di maggiore consapevolezza collettiva e di interventi che partano anche dall’educazione, in particolare quella sessuo-affettiva, fin dall’infanzia.
Le due mobilitazioni vogliono essere insieme momento di memoria e di rivendicazione. «Quel gesto ha tolto una vita, ha lasciato un bambino senza la madre e ha provocato un dolore profondo», ricordano le attiviste, invitando cittadini, associazioni e realtà sociali a partecipare e a diffondere l’iniziativa.
L’obiettivo è far sentire «un grido altissimo e feroce», per Eleonora e per tutte le donne vittime di violenza. Una presenza in piazza che, come sottolinea il movimento, sarà «con amore e rabbia».
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