Una sentenza del Tribunale civile di Firenze riapre la strada per la piena ripubblicizzazione dell’acqua. I giudici, infatti, hanno respinto le richieste di Acque Blu Fiorentine, società controllata da Acea e socio privato con il 40% di Publiacqua, la multiutility che gestisce il servizio idrico, confermando il trasferimento della partecipazione ad Alia Servizi Ambientali, oggi Plures, cioè i soci pubblici di maggioranza. La sentenza, pubblicata il 10 marzo, mette un punto a un lungo contenzioso tra i soci sulla proprietà della quota.

Acqua pubblica, a Firenze una sentenza del tribunale riapre la strada

Il contenzioso presso il tribunale era nato proprio perché a Firenze, in particolare in alcuni Comuni della provincia amministrati da forze di sinistra, è cominciato un percorso che aveva proprio l’obiettivo di ripubblicizzare l’acqua. La componente societaria privata, però, ha rifiutato di vendere le proprie quote ed è stato necessario rivolgersi alla via giudiziale.
«Il percorso è stato iniziato dall’ex sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi – spiega ai nostri microfoni Jacopo Madau, assessore comunale a Sesto Fiorentino e segretario di AVS di Firenze – Radunando piccoli Comuni, anzitutto si è lottato affinché la multiutility non fosse quotata in borsa e poi per la ripubblicizzazione completa».

Un percorso che inizialmente sembrava impossibile: «ci davano di grulli», ricorda Madau. Poi però anche nel Partito Democratico, in particolare con l’arrivo di Elly Schlein alla segreteria nazionale, gli orientamenti sono cambiati e si è riusciti ad arrivare fino alla sentenza dell’altro giorno.
«Era un obiettivo fin dal referendum del 2011 – sottolinea il segretario di AVS – Il percorso che abbiamo intrapreso nasce per dare un senso alla politica, perché se grandi masse vanno al seggio per votare una direzione, poi si vede che la politica, per ragioni sicuramente tecniche e amministrative, quella linea non la prende mai, è evidente che c’è un allontanamento delle persone dalla politica».

Secondo quanto stabilito dai giudici martedì scorso, il 40% del capitale di Publiacqua detenuto da Acque Blu Fiorentine deve essere trasferito a Plures. Il corrispettivo dell’operazione, determinato nel corso del procedimento, ammonta a circa 122 milioni di euro. Il tribunale ha inoltre imposto al socio privato di completare tutti gli adempimenti necessari per perfezionare il passaggio.
La decisione prevede anche che Acque Blu Fiorentine versi 8 milioni di euro a Plures, come restituzione dei dividendi ritenuti indebitamente percepiti a partire dall’esercizio dell’opzione di acquisto.

Con il trasferimento delle quote, la partecipazione di Plures in Publiacqua arriva a circa il 98% del capitale, rafforzando il controllo pubblico sulla società che gestisce il servizio idrico nell’area fiorentina.
La multiutility ha fatto sapere che nei prossimi giorni avvierà le procedure per dare esecuzione alla sentenza, secondo le modalità già definite nel corso del procedimento giudiziario, ma Acea, che rappresenta i soci privati, ha fatto sapere che impugnerà la sentenza, presentando ricorso e valutando anche la richiesta di sospensione cautelare della sua efficacia esecutiva.

Anche la sindaca di Firenze Sara Funaro ha espresso soddisfazione per la sentenza, parlando di un passaggio decisivo nel percorso verso l’acqua pubblica. «Siamo soddisfatti di questa sentenza che ha portato alla riacquisizione delle quote private in Plures, riconoscendo di fatto che la strada che abbiamo intrapreso verso l’acqua pubblica è quella giusta – afferma la sindaca – Continueremo a lavorare con i sindaci del territorio per garantire un servizio di qualità, sostenibile e capace di rispondere alle sfide ambientali e di crescita».

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