La foto di copertina è tratta dal sito di Internazionale.it ed è di Quentin Faucompré.

Ecco cosa abbiamo letto nella diretta del 16/01/2026:

Da Internazionale.it di Claire Legros:

“Un vento di ribellione soffia sulla cartografia, una disciplina considerata tecnica e con dei codici precisi”. Il racconto della pratica della “cartografia critica” ha aperto la diretta della nostra puntata. A partire dall’esempio degli abitanti della Montagne limousine, nel centro della Francia, l’articolo pubblicato su Internazionale spiega perché queste produzioni si allontanano intenzionalmente dalle convenzioni grafiche della cartografia istituzionale. “Rovesciare il potere delle mappe e metterle al servizio di una forma di giustizia spaziale”. 

“La cartografia critica è oggi oggetto di lavori accademici ampiamente riconosciuti e che suscitano nuove vocazioni”, afferma Nicolas Lambert. “Per ora gli autori di cartografia critica e quelli delle mappe ufficiali non comunicano molto. La sfida principale è far dialogare i diversi punti di vista per arricchire i metodi di rappresentazione”.

LE ALTRE NOTIZIE CULTURALI

Piana degli Albanesi: la street art come ultima difesa della minoranza Arberesche di Giulia Ortaggio, su Artribune

“Quando arrivi a Piana degli Albanesi (non lontano da Palermo) e sali verso il quartiere storico Sheshi, non ti aspetti di trovare un museo. Ti aspetti case vuote, finestre chiuse, quel silenzio particolare dei borghi che si spopolano. Invece, dal 2023, nove murales e diverse sculture hanno trasformato questo quartiere storico in qualcosa che l’amministrazione comunale chiama “museo a cielo aperto”. (…)

Gli arbëreshë sono una minoranza linguistica e culturale presente in Italia dal XV Secolo, arrivati in Sicilia, Calabria e altre regioni del Sud in fuga dall’avanzata ottomana. Piana degli Albanesi, fondata nel 1488, è uno dei centri più vitali di questa comunità in Italia (…)

“Lo stimolo è proprio mantenere viva un’identità culturale che rischia di diventare sempre più marginalizzata.” dice Andrea Buglisi, direttore artistico di “Bashke in Art”.  E non si tratta di arrivare, dipingere e andare via. È costruire qualcosa che la comunità possa riconoscere come proprio. E oggi il quartiere è tornato a essere un luogo che attrae, vivo. (…)

Ma quanto può durare tutto questo? I finanziamenti pubblici arrivano a progetto, l’energia volontaria si usura, il turismo dei murales rischia di consumare quello che dovrebbe preservare. (…)

Resta da capire se occupare simbolicamente uno spazio, possa bastare affinché una comunità storica come quella arbëreshë continui a rivendicare il suo diritto non solo di sopravvivenza culturale, ma di esistenza piena”.

Parlare di sesso e amore in classe di Gemma Romano, su Il Post

“Nei discorsi, nei bigliettini e nelle chat che intercetto come insegnante, oggi, c’è un fiorire psichedelico di cazzi e culi. Parole facili, per i maschi tra i 12 e i 15 anni. Quando litigano o scherzano si lanciano in immagini a sfondo sessuale e grottesco: noci di cocco infilate chissà dove, banane e pali che vorticano su corpi.  (…)

Osservo certe reazioni in aula, mentre ascoltiamo “Un malato di cuore” di De André, nel corso di una lezione sull’Antologia di Spoon River (…) Francis Turner – così si intitola la poesia dell’Antologia a cui De André si ispira – è un giovane uomo che non ha mai goduto appieno della vita a causa della sua malattia, incurabile. Evita tutte le emozioni e le fatiche fisiche perché il cuore non reggerebbe, ma quando incontra l’amore è pronto a morire, pur di sperimentare fino in fondo almeno una volta il piacere e la gioia. (…)

Siamo seduti in silenzio, le parole della canzone scorrono sulla LIM (…) I ragazzi sono seri, zitti. Poi, verso la fine del testo di De André, arrivano quelle «cosce color madreperla» della ragazza di Francis (..)

La parola “cosce” li travolge, eppure è così semplice. Per me è una parola debole, così poco estrema rispetto ai loro voli pindarici nel mondo dello scabroso, eppure li turba, li elettrizza. Forse perché appartiene al corpo vero, alla corporeità che si può esplorare veramente, non mediata da schermi, non in anonimo in qualche chat”.

Se stai pianificando i tuoi viaggi nel 2026, scegli il treno su LifeGate

I treni notturni stanno tornando al centro dell’attenzione come alternativa per viaggiare in maniera più sostenibile in Europa.

A certificarlo è l’aumento del numero dei collegamenti ferroviari negli ultimi anni, offrendo ai viaggiatori un’alternativa concreta e a basso impatto ambientale ai voli a corto raggio. Scegliere un treno notturno significa ridurre le emissioni di CO₂ e ottimizzare i tempi di spostamento, ma allo stesso tempo trasformare il viaggio in parte dell’esperienza.

Dalle principali capitali europee alle destinazioni meno battute, queste tratte permettono di addormentarsi in una città e svegliarsi in un’altra, evitando code in aeroporto e check-in anticipati. Un modo diverso di viaggiare che risponde alla crescente domanda di mobilità sostenibile e turismo responsabile”.

MUSICA

Cult News è un’agenda settimanale non solo culturale ma anche musicale: oltre ai brani in continuità con le tematiche che tocchiamo, nella seconda parte della diretta vi proponiamo l’ascolto di album in uscita e vi ricordiamo interessanti concerti, rassegne e festival a cui partecipare.

Complice il suo concerto all’Estragon, abbiamo parlato della musica “demenziale” di Tony Pitony.

Abbiamo parlato dei Casino Royale, il cui album “Sempre più vicini” compie 30 anni, mentre la scorsa estate è uscito l’album “Fumo”.

Di Yasmine Hamdan, cantante di origine libanese, di cui sta per uscire il nuovo album, “I Remember I Forget”.

Infine siamo tornate a parlare del motore di ricerca open source Anna’s Archive e del dibattito che ha suscitato il suo “backup di Spotify”.

Info utili:

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🎧 Per riascoltare la puntata della diretta di venerdì 16 gennaio vai sulla pagina Spreaker di Cult News.

Cult news è l’agenda culturale e musicale ideata e condotta di Flavia Montecchi con Anna Cesari, in diretta ogni venerdì dalle 10:30 alle 11:30 su Radio Città Fujiko.

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