Cosa c’entra la Red Star Press, casa editrice romana, indipendente e di sinistra che racconta la storia del movimento operaio con il caso sollevato alla fiera Più Libri Più Liberi (Plpl) per la presenza di un banchetto di una casa editrice fascista, la Passaggio nel Bosco?
All’apparenza nulla, ma la questione è stata ribaltata dalla destra che, seguendo la trita teoria degli opposti estremisti, ha montato una campagna mediatica contro la casa editrice romana.
Le polemica a Plpl sulla case editrice fascista ribaltate contro la Red Star Press
«Se guardiamo i minuti nei telegiornali e le pagine dei giornali dedicati ai fascisti e dedicati a noi – osserva ai nostri microfoni Cristiano Armati, fondatore della Red Star Press – direi che l’operazione dei fascisti sta avendo più successo di quello che possiamo immaginare».
Come era accaduto al Salone del Libro di Torino per la presenza dell’editore di estrema destra Altaforte, anche alla fiera Plpl è montato un caso che riguardava una casa editrice di estrema destra. Ma, a differenza del passato, questa volta la destra ha reagito tirando in mezzo la casa editrice di sinistra. «Alla fine di tutte le polemiche, il punto è diventato non che se ne devono andare i fascisti, ma che se ne deve andare la Red Star Press», commenta amareggiato Armati.
In particolare, nella campagna mediatica imbastita dalla destra è stata equiparata l’esaltazione delle figure naziste a chi, invece, racconta la storia e la cultura del movimento operaio, della lotta di Liberazione e contro il patriarcato.
«Tutto ciò è incarnato dalla Red Star Press – osserva l’editore – perché è una casa editrice che per statuto si occupa di quei temi e che lo fa in maniera esplicita e diretta, anche cercando di articolare figure e passaggi storici alla luce della contemporaneità». Un pensiero complesso e raffinato, che però la destra nei suoi media ha semplificato con alcuni libri della collana che parlando di Stalin o di ex brigatisti.
La sovraesposizione che, suo malgrado, ha subìto la Red Star Press all’interno della strategia per distogliere l’attenzione da Passaggio nel Bosco, però, rischia di avere conseguenze concrete, come «tante esclusioni della casa editrice», sottolinea lo stesso editore.
Armati, però, ci tiene a sottolineare che l’avanzata del neofascismo non è un problema che riguarda solamente l’editoria. Questa è solo uno dei comparti in cui si registra il fenomeno, che però dovrebbe essere affrontato dall’intera società.
«Certamente nell’editoria democratica, quindi non solo in quella di movimento, c’è un ritardo per avere una posizione comune – constata l’editore – e leggiamo promesse degli editori democratici di ritrovarci in forma assembleare. Però il problema riguarda tutte e tutti».
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