Raoul Peck, che è stato ministro della cultura ad Haiti dal ’96 al ’97, ormai un lontano ricordo di quando ancora vigeva la democrazia in un paese devastato attualmente dalle gang, vuole affondarci un bel pugno nello stomaco con questo film. Un bel colpo meritato, probabilmente per svegliare le coscienze di gente che non si rende più conto di quanto siamo manipolati dai totalitarismi  Il regista punta il dito sulle innumerevoli  ingiustizie che ci accompagnano verso un mondo assai simile a quello descritto da Orwell in 1984. Per farlo usa molti clip tratti da film che hanno messo in scena 1984 e La fattoria degli animali ma anche altri film insieme a immagini di repertorio che abbracciano gli orrori del secolo scorso e di quello che stiamo vivendo. Il film intreccia l’ultimo periodo di Orwell con immagini contemporanee, la voce narrante riporta parole originali dello scrittore, il parallelo tra il mondo da questi descritto e quello nel quale stiamo vivendo è accentuato dalla ripetizione della somma che dà il titolo al film, la manipolazione della realtà è lo strumento dei totalitarismi per proteggere se stessi. Il ruolo dei social media supporta quello dei dittatori, la mistificazione della realtà rende l’umanità passiva. Immagini molto forti, messaggio esplicito: solo unendoci potremmo sconfiggere i totalitarismi di qualsiasi colore siano.

Laura Carroli