A Bologna scende in piazza la solidarietà con gli studenti francesi, che da due settimane protestano per il diritto ad una scuola dignitosa. A convocare la mobilitazione per questo pomeriggio in piazza Verdi sono il collettivo universitario Cua e gli studenti delle scuole superiori del Cas, uniti sotto lo striscione dal titolo emblematico “Jeunesse en colère”.
Un appuntamento organizzato per convergere idealmente con lo sciopero e la giornata di lotta in corso in Francia, trasformando il centro di Bologna nel megafono di un malcontento giovanile che valica i confini nazionali.

La mobilitazione di Bologna: gli studenti di Francia e Italia accomunati dalle rivendicazioni

Al centro della protesta vi sono la denuncia del carovita, la contrarietà alla crescente militarizzazione e il rifiuto dei conflitti bellici. Gli organizzatori evidenziano come la condizione di precarietà accomuni i giovani italiani a quelli francesi, puntando l’indice contro la scelta delle istituzioni di destinare ingenti risorse pubbliche al riarmo anziché all’istruzione, alla formazione e ai servizi essenziali.
Nel testo di presentazione dell’iniziativa, i due collettivi sottolineano la volontà di opporsi alla profilazione razziale e alla ghettizzazione delle periferie, rivendicando un cambio di rotta radicale per una generazione che si sente stretta tra incertezza economica e stacchi sui fondi per lo studio.

«Scendiamo in piazza riprendendo lo slogan che sta circolando in Francia – spiega ai nostri microfoni Anna di Cua – perché ci riconosciamo nelle rivendicazioni delle studentesse francesi. Facciamo parte di una generazione che è stanca di precarietà, di guerra e di scuole che le cadono sulla testa o le università definanziate e pretende invece altri orizzonti e una vita più dignitosa».

Il forte richiamo alle tensioni sociali francesi ha immediatamente innescato un’aspra reazione del centrodestra. L’europarlamentare di Fratelli d’Italia, Stefano Cavedagna, è intervenuto duramente sulla vicenda, accusando i promotori di voler emulare i disordini e i recenti episodi di guerriglia urbana registrati nelle città transalpine. Nel suo attacco, il deputato europeo ha sollecitato il sindaco Matteo Lepore a prendere posizione, definendo gli organizzatori dei soliti violenti mascherati da studenti e ribadendo la ferma contrarietà della cittadinanza a scene di scontro di piazza sotto la Torre degli Asinelli.

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