Autechre, Moodymann, Boys Noize, Blawan, Actress, MACE, Marina Herlop, Mykki Blanco, Space Afrika, DJ Stingray 313 e Lawrence English sono alcuni dei protagonisti annunciati di RoBOt17, la nuova edizione del festival bolognese dedicato alla musica elettronica e alla ricerca contemporanea.
RoBOt Festival torna a Bologna dall’8 al 10 ottobre 2026 e sceglie di interrogare il presente proprio nel momento in cui sembra diventare più difficile da interpretare. Il tema di questa edizione è “Syntax Error”, un errore inteso non come fallimento, ma come linguaggio: il punto in cui i codici si interrompono, si sovrappongono e smettono di comunicare, aprendo però la possibilità di costruire nuove forme di significato.

Tre saranno gli spazi coinvolti: i grandi ambienti industriali di DumBO, le sale dell’Ex Ospedale dei Bastardini e l’Estragon. Tre luoghi che ospiteranno un programma capace di muoversi tra club culture, sperimentazione sonora, ricerca audiovisiva e nuove forme di performance, mantenendo quella vocazione internazionale che da sempre caratterizza RoBOt.

Autechre all’Estragon: il cuore più radicale di RoBOt17

Tra gli appuntamenti più attesi c’è quello di sabato 10 ottobre all’Estragon, quando arriveranno gli Autechre, per quella che sarà l’unica presenza del duo in un festival italiano nel 2026.
Il loro live è forse la rappresentazione più diretta di “Syntax Error”: un ambiente immersivo e quasi privo di punti di riferimento, costruito attraverso suoni digitali generati in tempo reale. Il buio e la materia sonora diventano strumenti per disorientare lo spettatore e, allo stesso tempo, costruire nuove geografie mentali.

Ad aprire la serata sarà Bochum Welt, alias di Gianluigi Di Costanzo, figura storica dell’elettronica italiana che nel 1994 entrò nel catalogo Rephlex di Aphex Twin. Nel corso della sua carriera ha pubblicato otto album, collaborato con Gerald Donald dei Drexciya e, più recentemente, realizzato la musica per la sfilata Jil Sander a Milano. Completerà la serata il dj set di MDX, alias Andy Maddocks, fondatore della Skam Records di Manchester e figura storicamente legata all’universo di Gescom.

DumBO tra Detroit, techno e nuove forme del club

Il programma di DumBO si svilupperà invece attraverso due serate che mettono in dialogo la storia della club culture con alcune delle sue evoluzioni più contemporanee.
Venerdì 9 ottobre sarà protagonista Blawan, che porterà dal vivo l’universo di SickElixir, tra techno, industrial e bass music. Accanto a lui ci sarà Boys Noize, reduce dalla collaborazione con Trent Reznor nell’ultima incarnazione live dei Nine Inch Nails.
Mykki Blanco presenterà in anteprima italiana Cafe Paradiso, mentre gli Space Afrika arriveranno per la prima volta a RoBOt con il nuovo album, in un live che mette in relazione elettronica, parola e arti visive. La serata vedrà inoltre il debutto di upsammy & Valentina Magaletti con Seismo, nato da una commissione del Rijksmuseum di Amsterdam e successivamente trasformato in un progetto discografico, e il ritorno di Batu, questa volta in b2b con CEM di Herrensauna.

Sabato 10 ottobre sarà invece una notte dedicata soprattutto a Detroit. Sul palco salirà Moodymann, alias Kenny Dixon Jr., una delle figure centrali della tradizione musicale della città, capace di tenere insieme techno, house, funk e jazz in un unico linguaggio. Con lui ci sarà DJ Stingray 313, al secolo Sherard Ingram, storico protagonista della scena detroitiana e dj ufficiale in tour dei Drexciya.
La stessa notte vedrà il live audiovisivo di Actress, che presenterà Radical Frame, sintesi di oltre vent’anni di ricerca sonora e unica data italiana di presentazione del disco nel 2026. Marina Herlop porterà invece in anteprima italiana Dja Dja, mentre Noémi Büchi presenterà Exuvie, una colonna sonora immaginaria per un film cyberpunk le cui immagini sembrano formarsi direttamente nella mente dell’ascoltatore.

A chiudere la notte sarà MACE, nome d’arte di Simone Benussi, produttore che negli ultimi anni ha trasformato il proprio lavoro da autore per altri artisti in una ricerca personale culminata in album come OBE, OLTRE e MAYA. Il suo dj set attraverserà generi e velocità senza gerarchie, dalla techno ai ritmi africani, dalla sperimentazione alla psichedelia.

I Bastardini, laboratorio della ricerca

Se DumBO rappresenta il versante più fisico e club-oriented del festival, l’Ex Ospedale dei Bastardini sarà ancora una volta il luogo dedicato alla ricerca sonora e audiovisiva.
Ad aprire il programma, giovedì 8 ottobre, sarà Lawrence English, con la première italiana di The Rest Is My Ghost. Il lavoro ruota attorno al concetto di “Acid Nostalgia”: una nostalgia capace non di conservare il passato, ma di consumarlo, semplificarlo e trasformarlo in un’immagine priva della sua complessità. English costruisce questo universo attraverso field recordings, suoni naturali e grandi masse di droni, confermando una ricerca che negli anni lo ha portato anche a collaborare con Jamie Stewart degli Xiu Xiu per la sonorizzazione di una mostra dedicata a David Lynch.

Con lui ci sarà feeo, tra le figure più interessanti della scena elettronica londinese contemporanea, mentre la serata sarà aperta da Suz & Giuseppe Franchellucci con Tremulous Things: un progetto che unisce la voce e i beat della musicista bolognese al violoncello del marchigiano Franchellucci, in un incontro tra noir folk, dark pop e composizione contemporanea. A chiudere sarà il dj set di Filibalou, tra ritmi tribali, delay e lunghe tracce suonate nella loro interezza.

Venerdì 9 ottobre i Bastardini ospiteranno invece Aho Ssan, per la prima volta a ROBOT con The Sun Turned Black, e Front de Cadeaux in una formazione hybrid with Gabor, una delle anime di Tropicantesimo. Il progetto arriverà in anteprima italiana.
Tornerà inoltre il Baronato Quattro Bellezze, progetto romano nomade e site-specific nato attorno allo spazio fondato da Dominot e oggi diventato un laboratorio in cui convivono dub, elettronica, stornello romano e immaginario kraut-psichedelico. A RoBOt17 il collettivo occuperà i Bastardini per due giorni, con musicisti ospiti e l’anteprima live del nuovo disco.

Completerà il programma il live audiovisivo “Nessun cielo è senza luce” di Luca Maria Baldini e Salvatore Insana, costruito attraverso sette capitoli che intrecciano canti gregoriani, field recordings, strumenti analogici e processi di intelligenza artificiale per interrogare il rapporto tra spiritualità, tecnologia e contemporaneità.
Con “Syntax Error”, RoBOt17 sceglie dunque di non raccontare un presente già decifrato, ma di entrarci dentro proprio nel momento in cui i suoi codici sembrano saltare.

ASCOLTA L’INTERVISTA AL DIRETTORE ARTISTICO MARCO LIGURGO: