Il concetto di lode nelle sue molteplici forme: come esercizio di gratitudine, come attenzione alla vita e come riconoscimento del legame che unisce le persone, gli altri esseri viventi e il mondo che abitiamo. È attorno a questa idea che si sviluppa la ventesima edizione de Il Rumore del Lutto Festival, la rassegna dedicata alla cultura della Death Education che sabato 10 ottobre farà tappa a Bologna. Alle 18, il Santuario di Santa Maria della Vita (via Clavature 8) ospiterà un incontro nel quale arti visive, poesia e musica dialogheranno attraverso il libro d’artista “Ninna nanna alla natura” di Giuseppe Anthony Di Martino, le letture di Beatrice Zerbini e gli interventi musicali della pianista Claudia D’Ippolito (nella foto). Il titolo dell’appuntamento è “IRDL Bologna Experience”, ed è promosso da Segnali di Vita APS.

Il Rumore del Lutto Festival è la prima e più importante rassegna italiana dedicata alla cultura della Death Education. L’edizione 2026, di cui abbiamo già parlato in un recente articolo, è in corso a Parma fino al 15 novembre.

“Ninna nanna alla natura”, il libro d’artista di Giuseppe Anthony Di Martino

Al centro della prima parte dell’appuntamento bolognese ci sarà “Ninna nanna alla natura”, libro d’artista in tiratura limitata di Giuseppe Anthony Di Martino, che verrà presentato attraverso un dialogo con Giuseppe Mendolia Calella, cofondatore del collettivo Balloon Project, con il quale la pubblicazione è stata realizzata. Artista e fotografo, Di Martino costruisce un lavoro composto da 32 capitoli, nel quale testo e dimensione visiva seguono un percorso concettuale e immaginifico. La particolarità del progetto sta anche nella sua natura aperta: il libro propone infatti un’architettura di immagini inesistenti, attraverso frasi, istruzioni e immagini ancora da costruire. “Ninna nanna alla natura” diventa così un modo per interrogare la natura come corpo vivo, sacro e allo stesso tempo caduco, inserendosi direttamente nel tema scelto dal festival per questa ventesima edizione.

Per Di Martino si tratta di un ritorno a Santa Maria della Vita, dove aveva esposto dieci anni fa. Nel nuovo lavoro confluiscono la sua formazione visiva legata ai riti del Sud Italia, le suggestioni del “Compianto sul Cristo morto” di Niccolò dell’Arca e le influenze maturate negli anni più recenti. «Per il festival propongo un lavoro che invita il pubblico a leggere dentro il mio iter concettuale e creativo», spiega l’artista, descrivendo un testo essenziale composto da «frasi, istruzioni, immagini ancora da costruire».

Le parole di Beatrice Zerbini, le note di Claudia D’Ippolito

Dopo la presentazione del libro, l’appuntamento cambierà linguaggio senza interrompere il percorso. Alla dimensione visiva subentreranno infatti poesia e musica, con le letture di Beatrice Zerbini e gli interventi musicali curati da Fondazione Musica Insieme, affidati alla pianista bolognese Claudia D’Ippolito. Il programma musicale attraverserà pagine di Respighi, Mozart, Chopin e Debussy, compositori scelti anche per la capacità della loro musica di evocare atmosfere e suggestioni legate alla natura. La presenza poetica di Zerbini sarà volutamente misurata. «La mia sarà una presenza lieve, di qualche verso appena, quasi una sfumatura», anticipa la poetessa. Parola e musica saranno quindi chiamate non tanto ad alternarsi quanto a condividere lo stesso spazio di ascolto.

È proprio nell’incontro tra i diversi linguaggi che la tappa bolognese sembra trovare il suo carattere particolare: il libro suggerisce immagini che devono ancora prendere forma, la poesia affida alla voce pochi versi, mentre la musica occupa lo spazio lasciato aperto dalle parole. Un intreccio che assume un significato ulteriore all’interno di un festival nato per affrontare temi come la perdita, il lutto e la finitezza senza confinarli esclusivamente nella dimensione del dolore. «La bellezza non cancella il dolore, ma può accompagnarlo, trasformarlo e renderlo comunicabile», sottolinea Moncatini, tra i sostenitori della tappa bolognese.

A vent’anni dalla nascita, Il Rumore del Lutto continua così a utilizzare l’esperienza della morte come punto di partenza per parlare della vita. E nella tappa di Bologna lo fa attraverso un invito alla sosta e all’ascolto, mettendo insieme la natura immaginata da Di Martino, la voce poetica di Zerbini e il pianoforte di D’Ippolito. Appuntamento quindi a sabato 10 ottobre alle 18 al Santuario di Santa Maria della Vita, in via Clavature 8 a Bologna. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti.