Un venerdì particolarmente ricco mette insieme elettronica, indie e pop obliquo, con album che parlano – in modi molto diversi – di relazioni, memoria, inquietudine e bisogno di connessione. Ecco alcune delle uscite discografiche più interessanti di venerdì 11 settembre.

11 settembre 2026: le nuove uscite discografiche

Bloc Party – Anatomy of a Brief Romance

È forse il disco più narrativo del gruppo londinese: prodotto da Trevor Horn, racconta una relazione dall’inizio alla fine seguendo un preciso ordine cronologico, dall’incontro del 22 gennaio 2022 fino alla separazione. Kele Okereke ha spiegato di aver trasformato in canzoni una vicenda realmente vissuta, concependo l’album una sorta di racconto dall’inizio alla fine di una breve relazione. Musicalmente, il disco allontana i Bloc Party dalla ruvida immediatezza degli esordi. La produzione di Horn rende il loro post-punk più levigato e sintetico: le chitarre nervose di Russell Lissack convivono con sintetizzatori freddi, bassi corposi e ritmi che guardano sempre più alla dance-pop. “Coming On Strong”, uno dei brani centrali dell’album, trasforma l’infatuazione in qualcosa di quasi inquietante, mentre “Love Bombs” accentua ulteriormente il lato oscuro del desiderio.

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Bonobo – Distance in Static

Il nuovo album di Simon Green amplia ulteriormente la vocazione internazionale della sua musica. Tra gli ospiti figurano Arooj Aftab, Joy Crookes, Nilüfer Yanya, Ichiko Aoba, Nicole Miglis e Aanya Martin, mentre le registrazioni e le fonti sonore attraversano Los Angeles, Tokyo, Londra e la Broken Arrow Ranch di Neil Young. Inglese, urdu e giapponese convivono con campionamenti iraniani e strumenti come il guzheng, confermando la propensione di Bonobo a costruire una musica elettronica capace di assorbire tradizioni e geografie differenti.

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Haruomi Hosono – Yours Sincerely

A 78 anni, Haruomi Hosono torna con il suo 23° album in studio e con un nuovo lavoro di materiale originale dopo diversi anni. Il titolo nasce dal tentativo di trovare un equivalente occidentale per “omoiyari”, un concetto giapponese legato all’empatia e alla capacità di condividere la sofferenza – ma anche la gioia – degli altri. Da qui la scelta di “Sincerely”, una parola che, nella forma di una lettera, suggerisce qualcosa detto “dal cuore”. L’album comprende dieci brani, dall’iniziale “Note of Mothership” ad “Anemo Wheel”, passando per “Sincerely”, rilettura in giapponese di un classico doo-wop dei Moonglows, e “To a Wild Rose”.

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The Tubs – Hard Life

Il terzo album della band londinese guidata da Owen Williams porta avanti la formula che ha reso riconoscibile il gruppo: chitarre jangly, melodie immediate e testi tutt’altro che consolatori. Canzoni apparentemente solari raccontano fallimenti sentimentali, risentimento, vergogna, delusione e difficoltà quotidiane. “Who’s Gonna Love You Now?” mette subito in chiaro il tono del disco, mentre “Do Yourself a Favor” recupera e reinventa un oscuro brano di Prince, originariamente legato alle session del suo album “1999”. “Now and Then” e “As Long as You Leave” mostrano invece due lati differenti della band, tra energia “garage rock” e momenti “folk” più spogli.

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Sylvan Esso – Ow ∞

“Ow Infinity”: questo è il titolo del quinto album di Amelia Meath e Nick Sanborn, ma anche una sorta di manifesto. Il dolore non è un incidente della vita: è parte della vita stessa, e accettarlo significa continuare a partecipare al mondo. Il duo ha costruito e ricostruito il disco per anni, lavorando quasi quotidianamente dal 2022 nello studio Betty’s di Chapel Hill. Per farlo, i Sylvan Esso hanno coinvolto una comunità di musicisti molto più ampia rispetto al passato, compresi sei batteristi. Il risultato è un album volutamente difficile da incasellare: electropop, minimalismo, art-rock, indie e momenti quasi garage convivono in una forma spesso caotica ma sorprendentemente fisica. “Hot Slob” è la porta d’ingresso più immediata, “Concrete Glen” introduce una dimensione più sognante e “On & On” chiude il percorso con una meditazione sulla resilienza.

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Ibibio Sound Machine – Chopping Mountain

Il sesto album del collettivo londinese, pubblicato da Merge Records, riporta Max Grunhard alla produzione dopo le collaborazioni esterne di “Electricity” e “Pull the Rope”. Il disco è nato soprattutto da jam e improvvisazioni nello studio della band a South London ed è costruito sull’incastro di afrobeat, highlife, disco, elettronica, dub e post-punk. La voce di Eno Williams, in inglese e in ibibio, è il centro di gravità di un suono densissimo: fiati, percussioni, sintetizzatori, chitarre, bassi e groove elettronici lavorano continuamente gli uni contro gli altri. “Concept of Love” sintetizza la filosofia del disco, mentre “Burning in Lagos”, “Chopping Mountain” e “When You Want to Dance” insistono sulla dimensione più fisica del ritmo.

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