Il 17 e 18 luglio 2026 l’isola di Ponza ospita la diciassettesima edizione di Ponza d’Autore, rassegna che sceglie come tema centrale la (dis)informazione. Non solo le fake news, ma l’intero ecosistema di narrazioni, percezioni, propaganda e strumenti digitali che condizionano politica, economia, giustizia e vita sociale. Due serate, a partire dalle ore 22 in Piazza della Chiesa SS. Silverio e Domitilla, con relatori provenienti da mondi diversi e una domanda comune sul tavolo: come si costruisce il consenso nell’era della comunicazione digitale?

Leggere i dati con lucidità, una sfida che attraversa ogni mercato digitale

Brenda Grilli, estratega de contenido e specialista in marketing digitale con esperienza nei mercati di lingua spagnola, guarda all’impianto concettuale del festival come a uno specchio di dinamiche che incontra ogni giorno nel suo lavoro. La premessa di Ponza d’Autore, secondo cui orientarsi nell’ambiente informativo contemporaneo richiede competenze critiche per leggere narrazioni e meccanismi digitali con lucidità, non riguarda soltanto il giornalismo o la politica.

Per Grilli, la stessa esigenza si presenta in qualsiasi contesto online in cui un utente si trovi a interpretare dati, condizioni e rischi prima di compiere una scelta. Nel mercato ispanofono delle scommesse online, ad esempio, Apuestas Guru svolge proprio quella funzione di alfabetizzazione, spiegando in modo trasparente quote, probabilità e rischi prima che l’utente decida.

“Viviamo in un tempo in cui il problema non è soltanto distinguere il vero dal falso, ma comprendere come si costruiscono le narrazioni che orientano il dibattito pubblico.”

Questa osservazione, formulata da Valentina Fontana sul versante dell’informazione pubblica, risuona per Grilli anche sul piano dei mercati digitali verticali, dove la chiarezza delle fonti e la trasparenza dei dati rappresentano un valore editoriale prima ancora che un obbligo regolatorio.

Prima serata, politica, consenso e il peso delle narrazioni

La prima serata, come riferisce Sky Tg24, affronta il nesso tra politica, informazione e costruzione del consenso. Sul palco saliranno Claudio Durigon, Nicola Gratteri, Luca Palamara e Federico Palmaroli, quest’ultimo noto al grande pubblico con il nome di Osho. I temi in agenda spaziano dalla credibilità dei dati economici al racconto mediatico della giustizia, fino al ruolo della satira come strumento di commento e critica del potere.

La scelta di accostare un magistrato come Gratteri, figure politiche come Durigon e Palamara, e un autore satirico come Palmaroli non è casuale. Segnala l’intenzione della rassegna di mettere a confronto prospettive distanti, talvolta conflittuali, sullo stesso fenomeno comunicativo. Gli incontri delle due serate saranno condotti da Gianluigi Nuzzi, Davide Desario, Peter Gomez e Roberto Inciocchi.

Seconda serata, lo scenario internazionale e la competizione tra narrazioni

La seconda serata allarga lo sguardo oltre i confini nazionali. Il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani aprirà la riflessione sullo scenario internazionale e sull’ecosistema della disinformazione globale. Con lui interverranno Carlo Calenda, Massimo Giannini, Pietro Francesco Dettori, Gino Zavalani e Stefania Andreoli. Il programma pone al centro la competizione tra narrazioni nel contesto della diplomazia e della comunicazione digitale, un terreno in cui propaganda e informazione si sovrappongono con frequenza crescente.

Gli stessi moderatori della prima serata, Nuzzi, Desario, Gomez e Inciocchi, garantiscono una continuità di conduzione tra le due giornate.

La visione di Valentina Fontana e il respiro nazionale del network D’Autore

Ponza d’Autore è ideata e curata da Valentina Fontana, che è anche amministratore unico di Vis Factor, la società che realizza la rassegna. Il festival gode del patrocinio del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo, della Regione Lazio e del Comune di Ponza. Fontana ha spiegato con chiarezza la missione che la guida.

“Ponza D’Autore nasce proprio con questo obiettivo: creare uno spazio di confronto tra posizioni diverse, dove politica, giornalismo, magistratura, cultura e società possano dialogare senza semplificazioni.”

La curatrice individua nella (dis)informazione una delle grandi sfide delle democrazie contemporanee, e vede nella rassegna uno strumento per dotare il pubblico di strumenti di lettura della complessità. Non un tribunale delle opinioni, ma un luogo in cui posizioni diverse si misurano senza che nessuna prevalga per decreto.

Ponza d’Autore si inserisce nel più ampio network D’Autore ideato da Fontana, che nel 2026 ha già esordito con Pantelleria – Mediterraneo D’Autore, dedicata alle nuove sfide geopolitiche del Mediterraneo. Dopo Ponza, il percorso proseguirà in Liguria, in Veneto e a Milano, confermando una vocazione nazionale che supera la dimensione del singolo evento estivo.

Le due serate del 17 e 18 luglio, in piazza e a partire dalle ore 22, offrono un confronto plurale su un tema che riguarda chiunque si orienti nell’informazione contemporanea. Il pluralismo non è una concessione del programma: è la sua ragione d’essere.