Nel pieno dell’estate la pelle affronta la fase dell’anno in cui l’esposizione ai raggi ultravioletti raggiunge la sua massima intensità. Per affrontare al meglio i mesi caldi diventa allora essenziale adottare qualche accortezza, dalle creme con fattore di protezione adeguato alla prudenza nelle ore centrali della giornata, perché un’esposizione gestita con leggerezza può lasciare sui tessuti una serie di conseguenze: dalle scottature immediate alle macchie cutanee, dal fotoinvecchiamento con rughe e perdita di elasticità fino alle cheratosi attiniche, e nei casi più estremi allo sviluppo di un melanoma.
Allo stesso tempo, è importante tenere costantemente sotto controllo i propri nei, perché rappresentano le formazioni su cui il sole incide in maniera più diretta e su cui possono comparire i primi segnali di un melanoma. Proprio durante l’estate il loro aspetto tende a cambiare, e questo rende la sorveglianza più delicata, dato che le variazioni indotte dall’abbronzatura rischiano di confondersi con quelle che meriterebbero un approfondimento. Per capire meglio come comportarsi, ci siamo confrontati con un dermatologo di riferimento come la Dott.ssa Elisa Benati, specializzata nella mappatura dei nei e nella diagnosi precoce del melanoma.
Come il sole estivo modifica i nei
Per capire perché i nei richiedano un’attenzione particolare in estate occorre osservare cosa accade sotto l’azione dei raggi solari. Le radiazioni ultraviolette stimolano i melanociti, le cellule responsabili della produzione di melanina, e questa reazione si traduce in cambiamenti visibili sulla superficie cutanea. Alcuni nei tendono a scurirsi, altri possono modificare leggermente la forma, e non è raro che durante la stagione calda compaiano nuove formazioni pigmentate dove prima la pelle appariva uniforme. Il quadro complessivo che si osserva sulla pelle abbronzata, di conseguenza, risulta differente rispetto a quello presente nei mesi freddi.
A questa alterazione estetica si somma un aspetto che riguarda la salute in senso più profondo. Le radiazioni ultraviolette sono mutagene, capaci cioè di danneggiare il DNA delle cellule cutanee, e i raggi UVB in particolare provocano danni diretti al patrimonio genetico che possono favorire lo sviluppo di neoplasie. Il pericolo non si manifesta in modo immediato, perché si costruisce sommando una stagione dopo l’altra: le scottature ripetute, soprattutto quando avvengono in giovane età, figurano tra i principali fattori di rischio modificabili per il melanoma. La natura cumulativa del danno spiega la ragione per cui ogni estate rappresenta un momento di esposizione che incide sul rischio complessivo, e perché i nei, sensibili a questa azione, vadano tenuti sotto osservazione proprio nei mesi in cui il sole agisce con maggiore forza.
Tenere d’occhio i nei durante l’estate
Per tenere sotto controllo i nei durante l’estate è importante procedere con l’autovalutazione ABCDE. Si tratta di un metodo semplice, pensato per osservare i propri nei a casa allo specchio e capire quando uno di loro merita la valutazione di un medico. Ognuna delle cinque lettere indica una caratteristica da controllare: la A richiama l’asimmetria, perché un neo le cui due metà non si corrispondono è meno rassicurante di uno regolare; la B riguarda i bordi, che in un neo sospetto appaiono frastagliati o poco netti; la C si riferisce al colore, da considerare quando nello stesso neo convivono più tonalità; la D indica il diametro, con una soglia di attenzione attorno ai sei millimetri; la E, infine, segnala l’evoluzione, cioè qualsiasi cambiamento di forma, dimensione o colore che avviene nel tempo.
Proprio l’evoluzione è l’aspetto che conta di più nei mesi caldi, dato che il sole può far cambiare i nei nel giro di poche settimane. Per questo motivo conviene ripetere l’autovalutazione più spesso durante l’estate, dedicando qualche minuto a tutto il corpo e facendosi aiutare da un’altra persona per le zone difficili da vedere da soli, come la schiena o il cuoio capelluto. Vale la pena ricordare che i nei compaiono quasi sempre entro i 35-40 anni di età, quindi una nuova formazione che spunta in piena estate rappresenta un motivo in più per fare attenzione. L’autovalutazione, in ogni caso, resta un primo campanello d’allarme e non uno strumento diagnostico, perché alcuni melanomi assumono un aspetto poco riconoscibile e ingannano chi non ha una preparazione medica. Quando l’esame allo specchio fa emergere un neo che cambia rapidamente o che appare diverso rispetto all’inizio della stagione, la scelta più sensata consiste nel rivolgersi subito a un dermatologo per una mappatura, senza aspettare la fine dell’estate, perché una valutazione tempestiva permette di chiarire la situazione e, quando serve, di intervenire per tempo.







