Giovedì 2 luglio alla Casa di Quartiere Fondo Comini un incontro per denunciare lo sfruttamento nel terziario. I nuovi dati nazionali sono drammatici: quasi la metà dei lavoratori percepisce redditi sotto la soglia di povertà. Il Segretario Fabrizio Russo: “Basta proclami, si rinnovino i contratti“
Bologna, come molte altre città, vede una fetta vitale della propria economia urbana sorretta dai settori del turismo, della ristorazione e dei servizi. Eppure, questo sistema produttivo poggia spesso su una forza lavoro invisibile e senza tutele. È per accendere i riflettori su questa emergenza che giovedì 2 luglio, presso la Casa di Quartiere Fondo Comini, farà tappa il tour “Non c’è turismo senza di noi”, la campagna di sensibilizzazione e denuncia promossa dalla Filcams CGIL.
I numeri della crisi
Nel dibattito attuale vengono spesso sminuiti a “lavoretti”, ma i dati del recente Focus sul lavoro povero diffuso dalla Filcams CGIL parlano chiaro: in generale, il 47,5% dei lavoratori nei settori del terziario, turismo e servizi percepisce una retribuzione annua pari o inferiore alla soglia di povertà (stimata in 14.000 euro).
Il picco più critico si registra proprio nel turismo, seguito dagli altri settori:
- Turismo: 71,2% (quasi 7 lavoratori su 10 non superano la soglia)
- Servizi: 52,6%
- Commercio: 31,1%
Si tratta di una precarietà che non risparmia nessun territorio: se nel Sud e Isole il dato tocca il 61,4%, anche nel Nord-Est l’incidenza resta pesantissima, attestandosi al 43,6%.
Il divario di genere e i volti della precarietà
A pagare il prezzo più alto sono soprattutto le donne, i giovani e i migranti. Il divario di genere sull’incidenza del lavoro povero è netto:
- Colpisce il 48,3% delle donne, contro il 33,7% degli uomini.
- Nel solo settore dei servizi, il distacco si aggrava sfiorando i 20 punti percentuali.
Dietro queste percentuali ci sono vite reali, costrette a sopravvivere in città dal costo della vita sempre più elevato. Ci sono storie come quella di Ibrahim, che lavora di notte in un magazzino con un contratto legato a un appalto al massimo ribasso e un permesso di soggiorno legato a quello stesso contratto; o come quella di Simona, che dopo una vita passata a pulire le corsie di un ospedale sa già che la pensione non basterà a coprire le spese mensili.
L’accusa al Governo e la richiesta di rinnovi contrattuali
La situazione rivela modelli d’impresa tarati sulla compressione feroce del costo del lavoro, aggravati da un’assenza di presidio contrattuale che dura da troppo tempo. Un vuoto denunciato con forza da Fabrizio Russo, Segretario Generale Filcams: «Assistiamo sempre più spesso all’assenza della politica: il governo non discute di lavoro e salari, la successione di decreti-legge ha ormai azzerato il confronto democratico e sta cercando di condizionare in peggio anche la contrattazione. Siamo davanti a una vera e propria emergenza. Basta con i proclami, si rinnovino in tempi rapidi i contratti nazionali».
Il programma dell’evento di Bologna
L’evento si articolerà in due momenti:
- Ore 18:30 – Talk: “Lavoretti. Giovani e precarietà nel settore turistico”: Un dialogo aperto con: Alice Facchini, giornalista e autrice del libro “Poveri noi: La classe media in bilico”; Giacomo Tarsitano, Consigliere Comunale di Bologna; Linda Zanini, Rappresentante della Rete degli Studenti Bologna. Modera l’incontro Martina Paolucci (Scomodo).
- Ore 20:00 – Stand Up Comedy: La serata proseguirà con lo spettacolo di Elyass Essaid intitolato “Sono qui!(?)” (in collaborazione con Stand Up Comedy Bologna e Micdrop.it), per riflettere sulle contraddizioni della nostra società attraverso l’ironia.
“Il turismo che c’è siamo noi”, ricorda la campagna. Un invito a tutta la cittadinanza per rompere il silenzio su un lavoro invisibile ma fondamentale per l’economia di tutti.







