L’idea alla base di una rassegna può essere essa stessa un’opera d’arte. E’ il caso di Zola Jazz & Wine, la rassegna che giunge quest’anno alla ventisettesima edizione e che trasforma le cantine in piccoli teatri. Un’idea incantevole che aggiunge sapori e odori a un’esperienza musicale, e che fonde il patrimonio del territorio con quello proposto dagli artisti.
La storica rassegna si svolgerà dal 27 maggio al 28 giugno, e – come potete ascoltare dalle appassionate parole del sindaco Davide Dall’Omo nell’intervista in calce all’articolo – è ormai un appuntamento molto atteso dalla comunità.
La 27^ edizione di Zola Jazz&Wine
L’edizione 2026 coinvolgerà Zola Predosa, Casalecchio di Reno e Monte San Pietro attraverso un percorso diffuso tra cantine, aziende agricole e luoghi simbolici del territorio, con undici appuntamenti tra concerti, degustazioni e incursioni nei paesaggi dei Gessi Bolognesi, patrimonio UNESCO. La manifestazione, promossa dal Comune di Zola Predosa con direzione artistica di Egea Records, continua a lavorare su una formula che negli anni ha costruito un’identità precisa: il jazz fuori dai teatri, immerso nelle vigne e nelle cantine, senza separazione tra spettacolo e territorio.
«Ci sono eventi che occupano delle date di calendario e altri che abitano i luoghi», ha sottolineato lo stesso sindaco durante la presentazione della rassegna, definendo Zola Jazz & Wine «un’esperienza che si è consolidata nel tempo fino a diventare parte dell’identità del territorio».
Anche per questo motivo il festival continua ad allargarsi oltre Zola Predosa, coinvolgendo realtà dei comuni limitrofi e rafforzando il legame con il paesaggio collinare e con la produzione vitivinicola locale. Le cantine non diventano semplicemente location dei concerti, ma parte integrante dell’esperienza stessa: il pubblico ascolta musica tra filari, terrazze panoramiche e aziende agricole, accompagnando le serate con degustazioni di vini e prodotti del territorio.
ASCOLTA L’INTERVISTA A DAVIDE DALL’OMO:
Tra le novità più significative dell’edizione 2026 c’è il coinvolgimento del Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa, recentemente riconosciuto patrimonio UNESCO. Gli organizzatori parlano di un primo passo verso una valorizzazione ancora più stretta del rapporto tra musica e paesaggio naturale. La passeggiata prevista il 21 giugno accompagnerà il pubblico fino all’ingresso di una grotta del parco, in un contesto che gli organizzatori descrivono come “quasi montano”, a pochi minuti dalla città.
Da Fabrizio Bosso al latin jazz colombiano: il programma tra grandi nomi e nuove proposte
L’edizione 2026 si aprirà mercoledì 27 maggio con l’anteprima speciale a Palazzo Albergati, affidata allo Spiritual Trio guidato da Fabrizio Bosso insieme ad Alberto Marsico e Alessandro Minetto. Un progetto che attraversa spiritual jazz, gospel e hard bop in uno dei luoghi più suggestivi del territorio.
Il programma proseguirà poi tra cantine, aziende agricole e spazi immersi nei colli bolognesi, alternando musicisti affermati della scena jazz italiana a giovani talenti e nuove produzioni. Sabato 6 giugno alla Cantina Tizzano arriverranno i Boris Cevapcici 6Tet con “Per amore o per mancanza di idee migliori”, progetto guidato dal chitarrista Paolo Prosperini tra sonorità afro-cubane e jazz contemporaneo, mentre domenica 7 giugno la Cantina Manaresi ospiterà il trombettista Jacopo Fagioli, vincitore del Top Jazz 2025 come miglior nuovo talento italiano.
Venerdì 12 giugno sarà la volta del sassofonista Federico Califano alla cantina Maria Bortolotti. Califano è uno dei giovani musicisti più attivi della scena jazz bolognese, seguito il giorno successivo dal Vito Bassi Quartet alla Cantina Gaggioli, con un progetto dedicato alle sonorità latin e afroamericane insieme a Simone Zanchini, Daniele Santimone e Maurizio Melo.
Domenica 14 giugno alla Cantina Terre Rosse Vallania arriverà invece il progetto “Sambé do Rocòlo”, guidato dal bassista Alessandro Fedrigo, mentre il 20 giugno l’Azienda Agricola Oro di Diamanti ospiterà gli Swinging Cats con Davide Brillante e Matteo Raggi, in un repertorio che attraversa swing e jazz mainstream.
Tra gli appuntamenti più particolari figura quello cui abbiamo accennato sopra: domenica 21 giugno al Parco dei Gessi: il sassofonista e clarinettista Achille Succi proporrà “Conversazioni improvvisate con il paesaggio”, un concerto al tramonto preceduto da una passeggiata nell’area dei Gessi Bolognesi UNESCO.
Il 26 giugno all’Agriturismo Malcantone Guidotti sarà protagonista il Carlo Maver Trio, progetto tra funk, improvvisazione e suggestioni psichedeliche, mentre il giorno successivo la Cantina Lodi Corazza accoglierà gli Zumbao guidati dall’arpista colombiano Elvis Diaz, tra folklore sudamericano e latin jazz.
Gran finale domenica 28 giugno a Ca’ la Ghironda con la Latin Music Band del Conservatorio del Tolima, ensemble colombiano che porterà a Zola Predosa un concerto tra jazz latino, improvvisazione e musica tradizionale sudamericana. La collaborazione con il Conservatorio del Tolima prosegue da anni e rappresenta uno degli elementi più internazionali della rassegna. “Occasioni più uniche che rare”, le ha definite Claudio Carboni, ricordando come portare in Europa una formazione colombiana di queste dimensioni rappresenti anche un importante sforzo organizzativo e culturale.
ASCOLTA L’INTERVISTA A CARLO MAVER E CLAUDIO CARBONI, DIRETTORI ARTISTICI DELLA RASSEGNA:







