Cinquantasette appuntamenti – 56 concerti e un’anteprima speciale – oltre 600 artisti e un itinerario musicale che per tutta l’estate attraverserà rocche, abbazie, chiostri e giardini storici dell’Emilia-Romagna: dal 1° luglio al 12 settembre Emilia Romagna Festival celebra la sua 26° edizione con un cartellone che viaggia tra generi, epoche e geografie diverse.

Novità e programma del festival

Dalla musica barocca al jazz contemporaneo, dal tango argentino alla tradizione celtica, dalle grandi colonne sonore alle prime esecuzioni assolute, il festival costruisce un racconto musicale plurale e senza confini, capace di tenere insieme grandi interpreti internazionali e giovani talenti emergenti in una visione artistica riconoscibile e profondamente radicata nel territorio.

Ad anticipare l’inizio di Emilia Romagna Festival sarà, il 29 giugno (ore 21.00), un concerto nel Giardino Storico del Palazzo Vescovile di Imola, spazio di accoglimento tra alberi secolari e architetture cariche di memoria, che inaugura la mini rassegna Giovani talenti – Serate di musica nel verde, dedicata alle nuove generazioni di interpreti. Protagonista della serata sarà la giovane arpista e compositrice reggiana Agatha Bocedi, classe 2000, già premiata nei principali concorsi internazionali dedicati allo strumento, con un programma che esplora le possibilità espressive dell’arpa tra repertorio storico e scrittura contemporanea, con tre composizioni originali della stessa Bocedi.

Il cartellone del festival fa dialogare la grande musica classica, il jazz, il cinema e le tradizioni popolari, muovendosi lungo un ricco calendario estivo impreziosito da importanti debutti e prestigiose collaborazioni internazionali.

1. Il Filone Jazz e Canzone d’Autore

L’anima più libera e confidenziale del festival si respira in questa selezione dei più importanti concerti dedicati al jazz e alla grande canzone d’autore, un percorso acustico che trasforma i monumenti storici e le piazze in salotti sotto le stelle. L’itinerario d’eccellenza si accende il 5 luglio 2026 nella maestosa cornice della Rocca di Caterina Sforza a Forlì con il progetto Under 29 But Me, guidato dalla celebre pianista jazz Rita Marcotulli. Con il suo stile colto ed evocativo, accompagna sul palco la giovane Elettra Minieri, una delle promesse più cristalline del panorama italiano, apprezzata per un timbro fresco e una vocalità sofisticata adatta alle sfumature del jazz contemporaneo. Il ritmo si fa più travolgente il 31 luglio 2026 nel Parco S. Guido Abate dell’Abbazia di Pomposa a Codigoro, dove la Toscanini Big Band, diretta da Beppe Di Benedetto, propone lo spettacolo From the Golden Age of Swing to Modern Soul, una vera e propria cavalcata d’orchestra che unisce le epoche d’oro di Glenn Miller e Quincy Jones.

Verso la fine dell’estate, l’atmosfera si fa più intima e suggestiva sulle sponde della riviera romagnola. La celebre Piazzetta Trepponti a Comacchio diventa lo scenario ideale per accogliere, il 27 agosto 2026, la cantante Simona Molinari con la tappa ufficiale del suo Kairos Tour. La Molinari, artista eclettica dalla forte impronta swing, ammalia il pubblico spaziando con disinvoltura dal pop raffinato agli standard più colti. Due giorni dopo, il 29 agosto 2026, lo stesso palcoscenico d’acqua ospita Raphael Gualazzi, istrionico pianista e cantautore dall’inconfondibile stile che fonde blues, ragtime e tradizione melodica italiana in un’intensa performance solista per pianoforte e voce. A settembre, il festival si sposta al Teatro Arena di Castel San Pietro Terme: il 2 settembre 2026 sale in cattedra Sergio Cammariere, compositore dal tocco raffinato e maestro nel creare atmosfere sospese tra bossa nova e poesia, accompagnato per l’occasione dal violoncello di Giovanna Famulari e dal sax di Daniele Tittarelli. Questo viaggio tra le più belle voci del presente si chiude il 5 settembre 2026 nella splendida cornice verde di Villa La Babina a Sasso Morelli (Imola), dove la stella internazionale Noa presenta il suo nuovo album The Giver and the Sea. Celebre nel mondo per la purezza cristallina del suo canto e per il suo profondo impegno umanitario, l’artista israeliana dà vita a un progetto che unisce pop colto e jazz, dialogando sul palco con il pianoforte di Ruslan Sirota e le percussioni di Daniel Dor.

2. Il Filone Musica Classica e Grandi Eventi Sinfonici

La sezione classica raccoglie gli appuntamenti di massimo prestigio interpretativo della rassegna, accostando la sacralità di millenari luoghi di culto con il virtuosismo di compagini orchestrali e solisti di caratura globale. L’apertura ufficiale del festival avviene il 1° luglio 2026 nel Parco S. Guido Abate dell’Abbazia di Pomposa a Codigoro, un luogo denso di misticismo dove il monaco benedettino Guido d’Arezzo, intorno all’anno mille, pose le basi del moderno sistema di notazione musicale occidentale. Per celebrare i mille anni dalla consacrazione dell’edificio, le pianiste Natasha Sidorenko e Alexandra Pavlova, duo dal grande rigore tecnico specializzato nel repertorio del Novecento, uniscono le forze con i percussionisti dell’Orchestra Lorenzo da Ponte e con la Venice Monteverdi Academy diretta da Ernest Hoetzl, per eseguire i monumentali Carmina Burana di Carl Orff nella loro potente versione originale per due pianoforti, percussioni e voci. La tradizione sacra e la grande architettura monumentale tornano protagoniste il 21 agosto 2026 all’Abbazia di San Mercuriale a Forlì per l’evento istituzionale più importante della stagione: il conferimento del XVII Premio alla Carriera ERF al violoncellista romano Ettore Pagano. Il fulgido talento classe 2003, già vincitore del Premio Abbiati, affronta l’eleganza del Concerto n. 2 di Haydn, supportato dalla blasonata compagine bavarese Münchner Kammerphilharmonie Dacapo sotto la direzione di Franz Schottky.

La seconda parte del cartellone sinfonico apre i confini regionali a un suggestivo e raro scambio culturale con l’Estremo Oriente. Il 23 agosto 2026, nella solenne cornice del Duomo di Forlì, si tiene l’attesissima prima esecuzione italiana della Symphonic Suite Flying Apsaras del compositore Li Shaosheng. L’opera viene eseguita dalla maestosa formazione cinese Wuxi Symphony Orchestra, diretta dal maestro Daye Lin, e vede la partecipazione del tenore Xue Haoyin, acclamato nei teatri del mondo per la sua potenza vocale e la grande estensione interpretativa lirica, insieme al virtuosismo di Zhang Qianyuan alla suona, caratteristico strumento tradizionale a doppia ancia capace di imitare i suoni della natura. L’intero viaggio estivo del festival giunge al suo definitivo compimento il 12 settembre 2026 sul prestigioso palcoscenico del Teatro Stignani di Imola con l’evento multidisciplinare Bach Dance Concert – Indoor. In questo eccezionale spettacolo di chiusura, la musica immortale di Johann Sebastian Bach viene affidata alle mani di Ramin Bahrami, pianista iraniano considerato tra i più importanti interpreti bachiani del nostro tempo. Il suo pianismo dialoga e si fonde in tempo reale con la ricerca coreografica della Compagnia Zappalà Danza, trasformando lo spartito tedesco in una materia corporea fluida, contemporanea e straordinariamente viva.

3. Il Filone Musiche Tradizionali e Colonne Sonore

Questo terzo e mirato pilastro del festival esplora gli eventi di punta dedicati al potere evocativo del grande schermo e al fascino delle radici folk popolari, trasformando le piazze e le arene estive in teatri della memoria collettiva. Il viaggio comincia il 2 luglio 2026 nella storica cornice cittadina di Piazza Pace a Mordano con una serata interamente dedicata alla settima arte. Sul palcoscenico sale il Beltrani Modern Piano Trio, una formazione da camera d’eccellenza che fa rivivere le più celebri colonne sonore da Oscar attraverso arrangiamenti moderni e sinfonici, reinterpretando le partiture di maestri immortali come Ennio Morricone, Nino Rota e Nicola Piovani, fino ai grandi successi hollywoodiani firmati da Hans Zimmer e John Williams.

Dai sogni del cinema alle brughiere del Nord Europa, il passo è breve: il 13 luglio 2026 la rassegna si sposta sulla Terrazza delle Terme di Cervia per accogliere le sonorità avvolgenti e ancestrali della musica celtica. Protagonisti assoluti della serata sono i Birkin Tree, riconosciuti da decenni come la più importante e famosa formazione di musica irlandese attiva in Italia. La band, celebre per la sua rigorosa ricerca filologica unita a una straordinaria energia live, si esibisce insieme a Laura Torterolo, cantante specializzata nel repertorio gaelico e dotata di una voce pulita ed evocativa. Le ballate tradizionali, i ritmi serrati dei jigs e dei reels eseguiti con le cornamuse irlandesi (uilleann pipes) e i flauti trasportano gli ascoltatori in un itinerario transfrontaliero in cui le antiche melodie del folklore nordeuropeo dialogano idealmente con le suggestioni barocche e l’atmosfera della riviera romagnola.

Le parole del il direttore artistico Massimo Mercelli:

A tenere insieme questo percorso è l’idea che da anni definisce l’identità di Emilia Romagna Festival: classico e contemporaneo. “Non uno slogan, ma il principio che guida ogni scelta artistica e costruisce connessioni tra repertori, epoche e linguaggi apparentemente lontani: in questa prospettiva Bach non è materia da museo, ma un linguaggio ancora vivo, aperto alla reinterpretazione; Piazzolla entra nel programma non come citazione folklorica, ma come una delle grandi scritture musicali del Novecento; le colonne sonore di Morricone dialogano naturalmente con la grande musica del Novecento europeo, così come la tradizione convive con la sperimentazione e con le nuove commissioni. È dentro questa visione che Emilia Romagna Festival continua anche a investire sui giovani interpreti, considerandoli parte integrante del presente musicale più che promessa futura: artisti già capaci di abitare i grandi repertori e di portarli verso nuovi pubblici e nuovi contesti.”

Per il calendario completo consultare il sito

Emilia Romagna Festival è realizzato grazie al contributo e sostegno di:
Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna

Marco Improta