Il G8 di Genova del 2001 rimane una delle ferite più profonde e discusse della storia repubblicana italiana. A venticinque anni da quegli eventi che segnarono una generazione, la memoria collettiva torna a interrogarsi su ciò che accadde tra le strade del capoluogo ligure attraverso il podcast “La Sospensione: Bolzaneto e il G8 25 anni dopo”, scritto da Francesca Zanni, realizzato per Amnesty International Italia e prodotto da Emons Record in collaborazione con il quotidiano Domani.
L’opera, disponibile sulle principali piattaforme di streaming dall’11 maggio, si pone l’obiettivo di squarciare il velo su uno degli episodi più bui della gestione dell’ordine pubblico in Europa.
“La sospensione”, il podcast su Bolzaneto e il G8 di Genova a 25 anni di distanza
Il cuore del racconto si concentra sulla caserma di Bolzaneto, un luogo che Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, definisce senza mezzi termini come un vero e proprio buco nero dell’invisibilità. Secondo Noury, quanto avvenuto tra quelle mura rappresenta una violazione dei diritti umani di proporzioni senza precedenti nella storia europea recente, un luogo dove la tortura e la sparizione dei diritti sono diventate realtà per centinaia di persone.
La narrazione di Francesca Zanni non si limita però alla sola cronaca, ma cerca di ricostruire il clima di quei giorni, ricordando le speranze di una moltitudine che si era riunita sotto il vessillo dell’idea che un altro mondo fosse realmente possibile.
Il podcast si avvale di una struttura narrativa che intreccia diciassette interviste inedite a un vasto materiale d’archivio. La voce di chi ha subito le violenze si mescola a quella di chi, nelle aule di tribunale, ha lottato per anni per ottenere verità e giustizia.
Tra i contributi figurano le testimonianze dirette di sopravvissuti come Anna Kutschkau, Valeria Bruschi e Daniel McQuillan, affiancate dalle analisi tecniche di magistrati e avvocati che hanno gestito i complessi aspetti processuali, tra cui i pubblici ministeri Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati, e il procuratore generale Enrico Zucca. Particolare rilevanza assumono anche le voci di Elena e Haidi Giuliani, rispettivamente sorella e madre di Carlo, che portano nel progetto il peso di una memoria familiare diventata simbolo collettivo.
L’autrice sottolinea come il progetto nasca anche dall’esigenza di parlare alle nuove generazioni, spiegando loro quella che fu una vera e propria sospensione dei diritti democratici. Il legame con l’attualità è uno dei punti cardine dell’opera, specialmente in un momento storico in cui conquiste normative fondamentali, come l’introduzione del reato di tortura, sembrano tornare sotto la lente della discussione politica.
Il podcast diventa quindi uno strumento di riflessione civile, analizzando l’eredità politica e giuridica di quei fatti e chiedendosi cosa sia rimasto oggi di quella ferita nel tessuto democratico del Paese.
Il piano di pubblicazione prevede l’uscita settimanale dei primi sei episodi, che saranno supportati da approfondimenti e interviste esclusive curate da Domani e Amnesty International Italia. Il settimo e ultimo capitolo verrà invece rilasciato in concomitanza con l’anniversario dei fatti di Genova, chiudendo un cerchio narrativo e ideale.
Il progetto inizierà il suo percorso di presentazione pubblica il 15 maggio al Salone del Libro di Torino, per poi approdare a luglio proprio a Genova, in un appuntamento dal forte valore simbolico che riporterà queste voci nel luogo dove tutto ebbe inizio.
ASCOLTA L’INTERVISTA A FRANCESCA ZANNI:







