Vietare i social media ai minori è una soluzione che rassicura gli adulti, ma non risolve nulla. A sostenerlo sono proprio loro, i giovani. Trenta organizzazioni giovanili europee lo dicono chiaramente con un editoriale pubblicato su Wired Italia: “Il divieto australiano ai social media per i giovani e misure simili in tutta Europa — tra cui limiti di accesso, verifica dell’età e sorveglianza — riflettono una tendenza crescente che sposta la responsabilità dalle piattaforme agli utenti giovani. Noi, la generazione che queste misure affermano di proteggere, rifiutiamo con fermezza questo approccio. Se l’obiettivo è davvero supportarci, è giunto il momento di ascoltare ciò che abbiamo da dire”.
Le piattaforme social “sono luoghi in cui impariamo, creiamo, ci organizziamo e prendiamo parte alla vita pubblica e democratica. I social media sono molto più che intrattenimento — soprattutto per i giovani appartenenti a comunità marginalizzate,(…) Sono àncore di salvezza, che offrono accesso a informazioni, comunità e supporto che altrove potrebbero non esistere. Il modo in cui le persone utilizzano questi spazi dipende dalla loro realtà offline — se si sentono al sicuro a casa, se dispongono di reti di supporto, se affrontano barriere linguistiche o subiscono discriminazioni. (…)
Gli approcci standardizzati, compresi i divieti generalizzati e le restrizioni indiscriminate, non tengono conto di queste differenze. Invece di proteggere gli utenti, tali misure rischiano di tagliare fuori proprio chi dipende maggiormente da questi spazi. (…)
Noi chiediamo un cambiamento universale e sistemico: ciò significa applicare rigorosamente il Regolamento sui servizi digitali e adottare un Digital Fairness Act senza compromessi, per proteggere tutti dai design sfruttatori, indipendentemente dall’età. (…)”.
LE ALTRE NOTIZIE CULTURALI
Le altre notizie culturali che abbiamo commentato e che vi invitiamo ad approfondire sono:
“Come fanno la pace le persone”, su Il Post
“Il 25 aprile spiegato ai bambini e ai ragazzi”, su Save The Children
“Mostrare persone che si amano?Facile. Disegnare l’amore è la sfida”, su Domani intervista all’ illustratrice francese Marion Fayolle di Michela Rossi, fumettista.
MUSICA
Cult News è un’agenda settimanale non solo culturale ma anche musicale: oltre ai brani in continuità con le tematiche che tocchiamo, nella seconda parte della diretta vi proponiamo l’ascolto di album in uscita e vi ricordiamo interessanti concerti, rassegne e festival a cui partecipare.
Ecco le notizie musicali che abbiamo selezionato per la diretta:
“Vengono da Brooklyn, sono in cinque e nel secondo album Illuminator fanno una specie di rock psichedelico pieno di ritornelli pop che può ricordare Cure, Spiritualized o Spacemen 3, a tratti anche My Bloody Valentine o Slowdive. Ma non chiamatelo shoegaze. «L’etichetta di band psichedelica ci andava stretta», dice il tastierista e chitarrista Justin Hrabovsky con una certa irritazione. «Quando finalmente ce ne siamo liberati, hanno cominciato a etichettarci come band shoegaze». Su Rolling Stone, Kory Grow presenta il nuovo album dei Gift, che hanno suonato al Covo Club di Bologna venerdì 24 aprile.
La Fonte, il nuovo album di Cosmo, “che si muove in direzione opposta rispetto all’immaginario clubbing con cui si era imposto” recensito su Sconcerto.
“Annunciato a sorpresa, il settimo album di Mathangi Arulpragasam, in arte M.I.A., arriva in un momento politicamente degradante sul piano internazionale come quello che stiamo vivendo. Un dettaglio non irrilevante per una rapper come la musicista inglese di origine tamil (sud-est dell’India), da sempre schierata contro il cosiddetto imperialismo occidentale (e non solo), a partire dallo status di ex-rifugiata dovuto all’inasprirsi della guerra in Sri Lanka quando era appena una ragazzina.
Strutturato a mo’ di Libro dell’Apocalisse (!), M.I.7 si pone fin dalla copertina, raffigurante sette simboli, ognuno dei quali corrisponde a un intermezzo dell’album, come un disco innanzitutto “messianico”. Il numero sette, che riecheggia praticamente ovunque, è infatti un richiamo alla stessa “Apocalisse” di Giovanni, ventisettesimo e ultimo libro del Nuovo Testamento e ultimo della Bibbia cristiana. Un gancio narrativo che torna appositamente più volte per indicare a turno le sette chiese, i sette sigilli, le sette trombe e le sette coppe dell’ira”. Recensione di Giuliano Delli Paoli su ondarock.
Chiude come di consueto la nostra rubrica musicale un articolo ben fatto sul mondo della musica: questa settimana vi segnaliamo “Cos’è oggi la musica di protesta” di Giovanni Ansaldo su Internazionale.
INFO UTILI:
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Cult news è l’agenda culturale e musicale ideata da Flavia Montecchi e condotta con Anna Cesari, in diretta ogni venerdì dalle 10:30 alle 11:30 su Radio Città Fujiko.
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