Con la rubrica Meet The Locals abbiamo raggiunto il Nassau, uno dei pochi luoghi in centro a Bologna ad offrire ancora musica e cultura
La storia del Nassau inizia il 1 novembre 1978, quando sulle ceneri del circolo anarchico “La Talpa” in uno scantinato di via de’ Grifoni, accanto alla sede del Fronte della Gioventù, nasce il Punkreas.
Il locale che sarà centro nevralgico per la scena punk bolognese, fino al marzo 1979 ed ospiterà molti gruppi della scena punk e skinhead, quali Raf Punk, Nabat, Anna Falkss, Bacteria, oltre a laboratori ed una fanzine. Il locale purtroppo durerà soltanto sei mesi per le incessanti lamentele del vicinato.

Meet the Locals, la storia e il presente di Nassau

Per un periodo c’è stato un circolo di musica latino americana poi nel 2000 è stato “gestito” da Giovanni Lindo Ferretti e dai ragazzi di Bottega ma la collaborazione non è stata lunghissima.
Nassau diventa quello che è oggi nel 2023, prendendo forma da esperienze precedenti di un gruppo di persone legate al mondo degli eventi, della cura, della cultura e dell’arte.
«Inizialmente cercavamo uno studio per il progetto Melologos, un laboratorio di fonologia narrativa coordinato da Wu Ming 1 e Bhutan Clan – racconta Stefano ai nostri microfoni – L’idea nasce quindi per unire vari linguaggi espressivi/creativi. Ci piace mettere in relazione questi linguaggi».

«A Nassau potreste trovare una mostra d’arte con una presentazione di un libro – continua il fondatore – Ci sono spettacoli teatrali, esperienze visual, concerti e chi più ne ha più ne metta. Mantenendo sempre una coerenza con lo spazio e l’idea di condivisione dal basso e underground che caratterizza Nassau».

Quest’estate al Baraccano, alla casa delle associazioni, Nassau riproporrà la mostra (già proposta in via S.Isaia) che celebra i 50 anni di Radio Alice. Il Punkreas e Radio Alice collaborarono molto e furono perno della cultura bolognese della fine degli anni ’70.
«Il fatto di essere in centro non è affatto una comodità ma è un restituire, a nostro avviso, qualcosa a Bologna. Negli anni gli spazi di aggregazione e culturali in centro sono spariti. Il nostro sogno è che la città torni a vivere di questi spazi».

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