Alla Cavallerizza ducale di Lucca sarà possibile visitare, fino al 2 giugno, la mostra “Giovanni Boldini. La seduzione della pittura”, inaugurata lo scorso dicembre. Un percorso di oltre 100 opere che racconta l’evoluzione della pittura del maestro ferrarese, attraverso la rappresentazione della bellezza femminile, principale oggetto della sua ricerca artistica. 

L’evoluzione artistica di Boldini, tra Firenze e Parigi

Nato nel 1842 a Ferrara, Boldini è stato acclamato in vita come uno dei ritrattisti più ispirati della belle époque, forse l’ultimo artista italiano ad ottenere successo internazionale tra la fine dell’800 e l’inizio del 900. Tuttavia, è anche stato criticato da alcuni contemporanei che lo ritenevano troppo “modaiolo”, un mero interprete del gusto estetico dell’epoca.

Negli anni 60 dell’800 si trasferì a Firenze, dove entrò in contatto con l’ambiente artistico della Macchia e ne venne profondamente influenzato, sviluppando una nuova tipologia di ritratto, in linea con le tendenze che si stavano affermando in quel momento. Adottò una proposta abbastanza all’avanguardia per l’epoca – che in seguito sarebbe stata adottata anche dagli impressionisti francesi: quella di rappresentare i soggetti ritratti immersi nella dimensione quotidiana della loro esistenza, abbandonando la neutralità dello sfondo che di solito veniva privilegiata dai ritrattisti e scegliendo la caratterizzazione ambientale.

La mostra riflette le diverse fasi della sua evoluzione artistica. A partire dalle tavolette di legno del periodo fiorentino,  passando per le scenette degli anni passati a Parigi, fino ad arrivare ai ritratti di donne da lui definite “divine” – come il Ritratto di signora con ventaglio nero di piume – fino ad arrivare alle atmosfere rarefatte della fine del secolo, quando Boldini uscì dagli schemi della ritrattistica ufficiale.
Alla mostra hanno aderito prestigiose collezioni private e pubbliche, tra cui le Gallerie degli Uffizi e il Museo Boldini di Ferrara.