I nuovi dati del SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute) mostrano un record storico nella spesa militare mondiale nel 2025: 2.887 miliardi di dollari complessivi, con un aumento del 2,9% rispetto all’anno precedente.
Lo denuncia la Rete Italiana Pace e Disarmo, sottolineando come la spesa militare ogni anno superi il record dell’anno precedente.
Un aumento del 2,9% della spesa militare globale destinato a crescere ancora di più
Il record è destinato a crescere, per raggiungere nei prossimi anni cifre ancor più alte. Gli Stati Uniti hanno infatti registrato una riduzione del 7.5%, frutto delle scelte della precedente amministrazione Biden. Trump ha però annunciato che porterà il bilancio della difesa statunitense da poco meno di 1000 a 1500 miliardi di dollari. L’importo totale quindi salirà vertiginosamente, considerando che gli Usa rappresentano il 33% dell’intera spesa militare mondiale.
La Russia, dopo tre anni di guerra in Ucraina, ha incrementato il proprio bilancio del 5,9% raggiungendo così i 190 miliardi di dollari. La Cina, che costituisce il 12% della spesa militare mondiale, ha aumentato la spesa del 7,4% ed è ora al secondo posto nella classifica globale. È utile ricordare che Usa, Russia e Cina sono responsabili di quasi il 60% dell’intera spesa militare mondiale.
L’Ucraina ha aumentato i costi per la propria difesa del 20% e Israele ha speso 48,3 miliardi di dollari, raggiungendo livelli storicamente molto elevati.
Anche in Europa però le spese militari continuano a crescere. Nel 2025 il SIPRI ha infatti registrato un aumento del 14%. L’Italia rientra tra i principali contributori con un aumento del 20%, ma va precisato che non tutte le spese sono destinate direttamente ad armamenti e Forze Armate. In questo 20% rientrano voci generiche e difficilmente verificabili che non corrispondono a reali aumenti di spesa militare, ma necessarie per raggiungere formalmente il 2% del PIL. In ogni caso, il trend è comunque in crescita e ciò comporta tagli ad altri settori come sanità, scuola e ambiente.
Rete Italiana Pace e Disarmo sottolinea come la strategia di riarmo non abbia l’effetto di produrre un mondo più sicuro. Al contrario, si tratta di un circolo vizioso che vede un costante aumento di spesa militare a fronte di conflitti che si allargano sempre di più. «L’Europa sta trainando questa crescita accelerata e i decisori politici globali non stanno capendo la lezione – ci spiega Francesco Vignarca di Rete Italiana Pace e Disarmo – Nonostante da inizio secolo ci sia stato un più che raddoppio della spesa militare che ha comportato un mondo più in guerra e in conflitto si cerca di risolvere il problema usando la stessa ricetta».
La questione viene quindi affrontata dai governi come se la soluzione alle guerre fosse un aumento delle spese nella difesa, ma come Vignarca sostiene, è proprio il contrario. «L’aumento delle armi ha direttamente o indirettamente aumentato questa conflittualità. Se si investe solo in questo strumento la politica va in quella direzione e lo usa perché crede che sia l’unico possibile.» Occorre quindi capire quali sono le dinamiche alla base dei conflitti, le ingiustizie, le disuguaglianze e le problematiche delle popolazioni mondiali . «È necessario quindi un percorso di disarmo complessivo per trovare delle alternative, che può funzionare solamente attraverso la partecipazione di tutti i governi».
ASCOLTA L’INTERVISTA A FRANCESCO VIGNARCA:







