Nato sotto le bombe della Siria con una grave malformazione cardiaca, Suleman ha solo tre mesi per vincere la sua battaglia più importante. L’associazione Piccoli Grandi Cuori lancia un appello urgente: servono 27 mila euro per portarlo al Sant’Orsola e salvargli la vita.
Il suo nome significa “uomo di pace”, ma la vita del piccolo Suleman, fin dal suo primo vagito il 1° gennaio 2026 a Tartus, è stata tutto fuorché tranquilla. In una Siria stremata da anni di guerra civile e oggi travolta dalle tensioni del Medio Oriente, nascere con una cardiopatia congenita complessa equivale a una condanna. Per Suleman, però, si è accesa una luce di speranza che porta dritto a Bologna, grazie a una straordinaria staffetta di solidarietà.
Il “Morbo Blu” e la lotta quotidiana per la vita:
Suleman è affetto dalla Tetralogia di Fallot, una complessa patologia cardiaca nota popolarmente come “morbo blu”. Questa malformazione impedisce al sangue di ossigenarsi correttamente, sottraendo vitalità ai tessuti e conferendo alla pelle e alle mucose un caratteristico colorito violaceo. Per un neonato nelle sue condizioni, persino i gesti più naturali diventano una minaccia: l’affaticamento dovuto a una semplice poppata o lo sforzo di un pianto prolungato possono scatenare crisi ipercianotiche improvvise, asfissia e perdita di conoscenza.
In Siria, dove la povertà estrema e la cronica carenza di personale specializzato hanno reso il sistema sanitario fragile, affrontare un intervento correttivo entro il primo anno di vita è una speranza impossibile da realizzare. Senza un’operazione cardiochirurgica d’eccellenza, il destino di Suleman sarebbe segnato, privandolo della possibilità di crescere e di condurre una vita normale. L’unica via d’uscita per permettergli di respirare finalmente in libertà è il trasferimento immediato in una struttura specializzata.
Un aiuto concreto per Suleman:
Dal 1997 l’associazione Piccoli Grandi Cuori si prende cura dei bambini nati con malformazioni al cuore. Oggi l’obiettivo è raccogliere 27 mila euro per coprire tutte le spese necessarie a salvare il piccolo Suleman: dal viaggio dalla Siria all’intervento d’urgenza al Sant’Orsola di Bologna.
Donare significa garantire a lui e alla sua mamma non solo l’operazione, ma anche una casa sicura dove vivere gratuitamente durante le cure. Al “Polo dei Cuori” troveranno psicologi e volontari pronti ad aiutarli in tutto, anche nelle piccole difficoltà quotidiane. Come spiega la presidente Paola Montanari, Bologna è l’unica vera speranza di futuro per questo bambino, ma per riuscire a portarlo qui serve l’aiuto di tutti.
Come contribuire:
La storia di Suleman è un simbolo di rinascita. Dopo aver aiutato bambini da ogni angolo del mondo: dall’Ucraina all’Etiopia, dalla Bosnia ad Haiti; la comunità di Bologna è chiamata a un nuovo gesto di generosità.
Bastano pochi click per trasformare la paura di una madre in speranza concreta. Ogni donazione, piccola o grande, è un battito di cuore in più per Suleman.
Dona ora sul sito ufficiale: https://piccoligrandicuori.it/salviamo-suleman/







