“Pisa depredata” è l’inchiesta di Diritti in Comune che verrà presentata ufficialmente il 15 maggio: una ricerca realizzata sulla base di un metodo e di strumenti di impianto scientifico, che si affianca ad iniziative pubbliche, momenti di partecipazione e riflessione. Nasce come processo collettivo di consocenza e di azione politica proiettata verso il 2028, con l’obiettivo di costruire un modello alternativo di città.

L’inchiesta “Pisa depredata” per un modello alternativo di città

L’inchiesta denuncia il processo di gentrificazione di cui è vittima Pisa, articolando il lavoro tra analisi di documentazione pubblica, ricostruzione delle operazioni immobiliare e dei soggetti coinvolti, osservazione diretta dellle trasformazioni urbane e confronto collettivo con la città. Altre informazioni arrivano da un modello di partecipazione dal basso, con questionari sottoposti alla cittadinanza, segnalazioni e proposte emerse dal dialogo con i quartieri e momenti di riflessione collettiva con iniziative pubbliche.
La ricerca individua casi esemplari e linee di tendenza capaci di restituire un quadro complessivo della città, rielaborando i dati per collocare i fenomeni osservati dentro processi più ampi, in particolare quelli legati alla finanziarizzazione dell’abitare e alla trasformazione del ruolo dello Stato e del mercato immobiliare. Contestualmente è stato realizzato un sito con mappe interattive e grafici per rendere più accessibile la lettura dei contenuti.

«A Pisa, come in molte altre città, i comuni stanno svendendo il loro patrimonio pubblico – ha detto ai nostri microfoni Daniele Iannello di Rifondazione Comunista – c’è però una differenza: un decennio fa l’assalto al patrimonio pubblico era fatto da attori nazionali o cittadini, noi stiamo vedendo che ultimamente vengono fuori attori finanziari internazionali. Succede a Pisa come succede a Firenze, a Roma, a Milano e in tutta Europa: abbiamo fatto questa inchiesta per fare rete con queste altre città per interrogarci insieme e trovare insieme una via d’uscita».
L’inchiesta non è solo una ricerca neutrale, ma un’analisi di impianto scientifico che punta a collegare la conoscenza al conflitto, fornendo strumenti per smontare la narrazione dominante della giunta Conti: le ricerche smontano anche uno dei cavalli di battaglia della giunta, ovvero il ritorno ai 100mila abitanti. I dati mostrano invece una città ferma ai 90-91mila abitanti, destinati a calare ulteriormente entro il 2050.

Per i presentatori questo è l’inizio di un lavoro che verrà poi allargato: l’inchiesta verrà portata all’interno della città, nelle assemblee e nei quartieri, con l’obiettivo di rendere i cittadini la parte che costruisce concretamente gli spazi urbani e non più utenti e consumatori.
«Pensiamo che oggi, in questa fase, la svendita e l’aggressione al patrimonio pubblico sia cruciale – conclude Iannello – è importante metterci un riflettore perché noi abbiamo bisogno che le nostre città tornino ad essere luoghi attraversabili per tutti e non asset finanziari per grandi capitali».

ASCOLTA L’INTERVISTA A DANIELE IANNELLO: