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Pane e accoglienza- AICS ricorda il Sindaco Francesco Zanardi

Lunedì 15 luglio in occasione del 105° anniversario dell'insediamento della giunta Zanardi a Bologna, torna, nel cortile d'Onore di Palazzo d'Accursio, la vendita di pane e raviole a favore di Ass.Giovani Diabetici.


di Simona Sagone
Categorie: Cultura
conferenza stampa sala Savonuzzi

AICS Bologna, per il 3° anno organizza una giornata in ricordo dell'insediamento del Sindaco Francesco Zanardi a Palazzo D'Accursio e complici i Burattini di Riccardo, trasforma Zanardi in una testa di legno per narrare a bambini e genitori la storia di accoglienza di 600 bambini austriaci denutriti nella colonia di Casaglia nel 1919 a conclusione della 1° guerra mondiale.

Il 15 luglio 1915 Francesco Zanardi assunse la carica di Sindaco di Bologna, nel nome del popolo, in rottura rispetto al protocollo che voleva l'incarico svolto nel nome del Re e non del popolo. Come sindaco si preoccupò sempre di sfamare i cittadini e le cittadine attraverso quelli che sono entrati nella leggenda come i "negozi Zanardi" che vendevano generi di prima necessità a pochi centesimi in più del prezzo di costo, poi acquistando una nave per trasportare a Bologna il carbone dall'Inghilterra e il grano dall'Argentina pur di assicurare la sopravvivenza ai bolognesi in tempo di guerra.

Dal 1915 avviò la progettazione di un forno municipale del pane che, per l'ostruzionismo dell'opposizione e le difficoltà del momento, iniziò a funzionare a pieno regime solo nel febbraio del 1917 sfornando pane sia per la cittadinanza che per i soldati al fronte lavorando 17 ore al giorno. 

Il pane di Zanardi, nel ricordo di AICS Bologna, diventa un sacchetto di 4 barillini venduto a 2€ a cui si aggiunge anche una nota dolce con le raviole, vendute a 1€ a pezzo, il ricavato della vendita di lunedì 15 luglio, aperta dalle 7:30 alle 14:00, andrà anche quuest'anno all'Associazione Giovani Diabetici. L'iniziativa vede coinvolta l'Associazione Panificatori di Bologna oltre al Comune che orgogliosamente, per tramite dell'Assessora alla Casa Virginia Gieri e della Presidente del Qu.re Santo Stefano Rosa Amorevole, rivendica la tradizione di Bologna come città accogliente, allora con 600 bambini figli di quelli che fino a pochi mesi prima erano i nemici della patria, gli austriaci, oggi con migranti in fuga da guerre e situazioni di povertà estrema.

Serafino D'Onofrio, Presidente di AICS racconta la vicenda occorsa nel dicembre di 100 anni fa allorquando il Sindaco Zanardi, insieme all'allora Assessore all'Istruzione Mario Longhena e all'Assessore all'Igiene Ettore Pilone, il 23 dicembre salirono su un treno speciale diretto in Austria insieme al Sindaco di Ravenna. Alla Stazione di Reggio Emilia si unì a loro il Sindaco della città e a Milano un'ulteriore delegazione guidata dal Sindaco Caldara, socialista turatiano, come Zanardi.

Mentre i soldati mutilati tornavano in senso opposto alle loro case in Italia, questi amministratori socialisti scelsero di stendere la mano al vecchio nemico nel segno di quell'internazionalismo socialista prioritario rispetto a qualunque trascorsa ostilità bellica. Il ministro austriaco, pur non essendo affatto d'idee socialiste, riconobbe il gesto solidale delle delegazioni giunte a Vienna e a loro affidò bambini denutriti che avevano bisogno di sostegno e cure. Il 29 dicembre il treno carico di bambini partì da Vienna e 600 piccoli austriaci arrivarono il 1° gennaio 1920 nella colonia di Casaglia dove furono rifocillati e accuditi da tante famiglie bolognesi.

Questa storia straordinaria verrà raccontata da Riccardo Pazzaglia nel cortile di Palazzo D'Accursio nella mattinata del 15 luglio per i bambini presenti e verrà poi replicata in autunno al Baraccano alla casa delle Associazioni. Sono previsti ulteriori interventi nelle scuole di Casaglia e del Qu.re Porto- Saragozza durante l'inverno per tramandare alle nuove generazioni queste vicende che legano la città di Bologna alla storia europea.

Riccardo Pazzaglia ha creato appositamente nuovi burattini che rappresentano Zanardi e un bambino austriaco denutrito, chiamato Kartofen, per evocare quelle patate che andavano chiedendo i soldati autriaci nelle fattorie di confine durante il conflitto, tanto da diventare il nome spregiativo con cui gli italiani identificavano gli allora nemici.

Con storie come questa la tradizione del teatro di burattini si rinnova affiancando nuovi personaggi alle maschere del vecchio repertorio che così possono viaggiare nel tempo tuffandosi nel più recente passato quanto nel presente, garantendo la sopravvivenza dell'arte dei burattini a Bologna.

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