3139 donne hanno subito violenza in Emilia Romagna nei soli primi dieci mesi del 2017, la maggioranza italiane e con figli che assistono alla violenza. L’80% delle violenze dentro le mura di casa. 2300 le donne accolte per la prima volta. Quasi 4 milioni di euro in un biennio le risorse della Regione per contrastare il fenomeno.

Ogni giorno quasi nove donne denunciano di avere subito violenza da parte di un uomo nella sola Emilia Romagna. Nell’80% la violenza viene compiuta dentro le mura di casa, ad opera del partner o di un famigliare. Fanno impressione i dati sulla violenza di genere presentati quest’oggi dalla Regione Emilia Romagna e dal Coordinamento dei Centri antiviolenza presenti lungo la via Emilia.
Nei primi 10 mesi del 2017 ben 3139 donne che hanno subito violenza si sono rivolte ai centri della nostra regione. Di queste, ben 2360 hanno contattato le strutture per la prima volta. 12 sono invece state le vittime di femminicidio.

“Non bisogna inoltre dimenticare – ricorda Samuela Frigieri, presidente del Coordinamento dei Centri antiviolenza – che il sommerso è tantissimo, mentre i dati riguardano solo le donne che hanno trovato il coraggio di rivolgersi a noi”.
Le donne che hanno trovato ospitalità nei centri sono 2318. Di queste, la maggioranza è italiana (1497 donne), mentre le straniere sono 821. Quelle con figli sono 1644 e questo rappresenta un dato rilevante perché, osserva Frigieri, “nella migliore delle ipotesi i figli hanno assistito alla violenza“.

ASCOLTA L’INTERVISTA A SAMUELA FRIGIERI:

Un fenomeno, quello della violenza di genere, che anche in Emilia Romagna ha una dimensione consistente. Al punto da indurre la Regione ad aumentare i finanziamenti per la prevenzione e la protezione. Sono quasi 4 i milioni di euro investiti da viale Aldo Moro, di cui oltre metà di fondi statali.
Due le principali direttrici su cui si è mossa la Regione. Da un lato la creazione di nuovi centri antiviolenza e case rifugio, in particolare in territori non battuti, come l’Appennino o il basso ferrarese. Dall’altro la creazione di centri di recupero per uomini violenti.

“Siamo partiti con tre centri rivolti ad uomini – osserva Emma Petitti, assessora regionale alle Pari Opportunità – quelli di Parma, Modena e Forlì. Ora ne abbiamo finanziati altri due, quello di Bologna e quello di Rimini”.
L’obiettivo delle azioni rimane la protezione della donna vittima di violenza e la creazione di percorsi che le possano dare un’autonomia economica ed abitativa.
Molto importante, infine, anche il capitolo dell’educazione, con progetti nelle scuole volti al superamento degli stereotipi e delle discriminazioni di genere.

ASCOLTA L’INTERVISTA AD EMMA PETITTI: