Venerdì 30 maggio, nella Sala Fanti dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna, si terrà il convegno “Il coraggio di contare? Violenza economica e disuguaglianza di genere”. Promosso dal Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna, l’appuntamento vuole fare luce su una delle forme più insidiose della violenza di genere, la violenza economica sulle donne.
´«La violenza economica sulle donne rappresenta il substrato, il terreno su cui poi si innestano anche le forme di violenza più gravi, come quella fisica o il femminicidio – spiega ai nostri microfoni Laica Montanari, presidente del Coordinamento – Ma spesso non fa notizia e spesso ci sono situazioni che vengono ritenute normali e non lo sono».

Gender pay gap e altre forme di disuguaglianza di genere: il convegno sulla violenza economica sulle donne

Riconosciuta come una forma di violenza di genere, la violenza economica sulle donne è però una forma abbastanza subdola, che si manifesta in modi diversi e articolati. Alla base c’è la disuguaglianza di genere, che poi perpetra il sistema patriarcale.
Una delle manifestazioni più note della violenza di genere è senza dubbio il gender pay gap, cioè il fatto che le donne, a parità di competenze e mansioni, percepiscono salari più bassi.
Ma tra le forme di violenza economica sulle donne c’è anche il mancato versamento degli assegni di mantenimento dei figli da parte dei padri in caso di separazione. «È vero che in teoria ci sono strumenti legali per obbligare i padri a pagare – osserva Montanari – ma di fatto il sistema permette loro di sottrarsi».

La scelta di dedicare il convegno alla violenza economica nasce dalla necessità di far comprendere quali sono i meccanismi della cultura patriarcale che poi permettono il manifestarsi anche delle forme di violenza più grave.
«Spesso le donne hanno lavori precari, meno pagati, e quindi sono meno autonome dal punto di vista economico», sottolinea la presidente del Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia-Romagna. Una condizione che rende anche più difficile la fuoriuscita da relazioni violente.
La violenza economica, quindi, è quella disuguaglianza di genere su cui poi si fa leva per agire altre forme di violenza.

Il convegno, che ha ottenuto il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna, è aperto a tutte e tutti, ma si rivolge particolarmente alle figure professionali che operano nel settore: operatrici e attiviste dei centri antiviolenza, avvocate/i, giornaliste/i, e assistenti sociali. Per iscriversi al convegno – a partecipazione gratuita – è necessario compilare il modulo disponibile a questo link. Le iscrizioni sono già aperte e continueranno fino ad esaurimento posti (180) o comunque entro e non oltre il 26 maggio.
La giornata sarà divisa in due parti, e sarà possibile partecipare ad entrambe o a una sola delle due. La mattina, dalle 9.30 alle 13, sarà dedicata a lezioni frontali con le esperte, mentre il pomeriggio (14.30-18.00) darà spazio a una tavola rotonda e al dibattito conclusivo.

Tra le relatrici sono previste esperte di rilievo nazionale e internazionale, come Linda Laura Sabbadini (direttrice dipartimento metodi e nuove tecnologie Istat), Giovanna Badalassi (ricercatrice economista Ladynomics) e Marcella Pirrone (Gruppo Internazionale D.i.Re Donne in rete contro la violenza ed ex presidente di Wave, rete europea dei Centri Antiviolenza), in dialogo con figure istituzionali (tra cui il presidente della Regione Michele de Pascale) e operatrici e ricercatrici esperte dei Centri Antiviolenza del Coordinamento. Durante la mattinata è previsto anche un momento di letture, curato dall’attrice, regista e drammaturga Antonietta Centoducati.
Alla tavola rotonda del pomeriggio parteciperanno anche Isabella Pavolucci (segreteria regionale Cgil), Gessica Allegni (assessora Regione Emilia Romagna), Chiara Saraceno (sociologa e filosofa), Elena Carletti (presidente Commissione VI Parità, diritti, cultura della Regione Emilia Romagna), Cristina Carelli (presidente di D.i.Re Donne in rete contro la violenza) e Laica Montanari.

ASCOLTA L’INTERVISTA A LAICA MONTANARI: